nella foto il mister della Gregorense Trinitas Pietro Rossi

Dea bendata? No, grazie. In Prima Categoria stagione falcidiata dalla sfortuna per la Gregorense, che tra infortuni e squalifiche non è mai riuscita da settembre a schierare gli stessi undici per due domeniche di fila.

Un vero incubo quello dei gialloverdi, che contro tutto e tutti sono comunque riusciti a fare quadrato e aggrapparsi in classifica fino all’attuale nona posizione del girone E, con un piccolo punticino di vantaggio sulla zona-playout. Non male per una neopromossa al debutto assoluto in categoria.

«Non abbiamo mai avuto una stagione così tormentata – racconta il capitano Lorenzo Servino, 27 anni – Infortuni e giudice sportivo ci hanno quasi sempre ridotti all’osso e la nostra forza è proprio il gruppo, perché anche chi gioca meno sa farsi trovare pronto. Obiettivi? Il sogno è la salvezza, magari senza passare per i playout, per difendere con i denti quello che abbiamo conquistato sul campo lo scorso anno dopo una cavalcata incredibile».

A chi gli chiede su chi deve fare la corsa la Grego, capitan Servino risponde senza esitare.

«L’avversario più pericoloso siamo noi stessi. Se entriamo in campo da vera squadra, solidi e determinati su ogni pallone, abbiamo già dimostrato di giocarcela con chiunque. Di certo questi continui rinvii per il maltempo non ci aiutano, né a livello fisico né mentale. Già a Natale siamo stati fermi un mese e per una piccola squadra come la nostra essere al top della condizione è fondamentale. Ora la priorità è ricaricare le pile e dare tutto ogni domenica. Per finire la stagione a testa alta e senza rimpianti».
 

Matteo Lunardi

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