Un bel Pordenone lascia la Coppa Italia Tim col Pescara: 1-0...!
Nella foto CalcioPescaraweb il gol di testa di Maniero.
Pescara-Pordenone 1-0
Pescara: Pellizzoli, Bjarnasson, Balzano, Bocchetti, Brugman, Rizzo, Maniero, Schiavi, Di Francesco (25’ st Nielsen), Ragusa, Rossi.
A disposizione 12 Falso, 13 Agresta, 14 Zauri, 15 Vukusic, 17 Marinaro, 18 Karkalis, 19 Cherubini, 20 Di Sante.
Allenatore: Pasquale Marino
Pordenone: Careri, Fornasier (1’ st Maccan), Chimento, Mattielig, Niccolini, Dionisi, Casella (22’ st Florean), Nichele Zubin, Zanardo, Nastri (11’ st Migliorini).
A disposizione 12 Truant, 13 Pramparo, 15 Accetta, 17 Novati, 19 Ceolin, 20 Minisini.
Allenatore: Carmine Parlato
Arbitro: Michael Fabbri sez. aia di Ravenna
Assistenti: Ciancaloni e Chiocchi sez. aia di Foligno.
IV° uomo: Di Martino sez. aia di Teramo
Rete: 14’ pt Maniero
Note. Serata calda ma ventilata, terreno in ottimo stato, spettatori 4500 circa.
Ammoniti: Rizzo, Zanardo e Maniero per reciproche scorrettezze, Migliorini,
Al 23’ st espulso Rizzo per doppia ammonizione.
Pescara. L’Adriatico si riscalda all’uscita dagli spogliatoi del Pescara. I bianco-azzurri di mr. Marino apprezzato in Friuli per i suoi trascorsi all’Udinese nel secondo turno del Trofeo Tim incrociano il Pordenone corsaro sette giorni fa a Nocera Inferiore. Al 90’ i bianco-azzurri possono gioire, ma va rimarcata la prova dei ramarri, una prestazione da incorniciare. Sono mancati solo gli esami del supplementare… E’ una sfida che sulla carta ha un indirizzo a senso unico e la traccia la delinea subito il gol di Maniero al 14’. Ma è calcio d’estate e le sorprese sono dietro l’angolo. La qualificazione è troppo importante per lasciarsela sfuggire: il prossimo avversario porta il nome del Torino. Il Pordenone di Parlato è sceso in campo con una maglia dove sul petto campeggia il logo della Regione FVG. La partita si accende in pochi minuti perché è il danese Bjarnasson a cercare la soluzione dalla distanza e il pallone sorvola la trasversale. Il Pordenone rimanere raccolto tra i reparti davanti alle folate degli abruzzesi. Zanardo e capitan Zubin sempre pronti a portare il pressing sul portatore di palla bianco-celeste presidiano un po’ isolati la metà camp di casa, ma lo fanno con il giusto piglio, senza risparmio. La vetrina merita lo sforzo profuso. A campo aperto i ramarri si fanno apprezzare sulla combinazione Zanardo-Zubin-Zanardo contratto al momento del tiro dalla difesa di casa. Al 14’ il Pescara passa con il padovano Maniero che va a incornare in rete il cross pennellato da Ragusa. Sullo slancio del vantaggio ottenuto, l’undici di Marino cerca di mettere a segno il bis su palla inattiva. E’ Rizzo dall’angolo a fiondare nei sedici metri il pallone suo quale l’avanzato Bocchetti schiaccia a terra rasentando i pali difesi da Careri. Il Pescara sul piano della velocità mette in evidenza il divario esistente tra le categorie e sono i palloni catapultati in area dal vivace Rizzo a mettere pressione ai pali di Careri.
I bianco-azzurri nei movimenti senza palla e negli inserimenti da dietro, fanno male alla difesa friulana che regge a fatica davanti all’insufficiente filtro garantito dalla mediana. Al 22’ è ancora Bjarnasson a mettere in moto le proprie leve, il danese pesca con un impeccabile taglio in area Di Francesco, ma la battuta da sottomisura è smorzata nella traiettoria e facile preda del piazzato Careri. Il Pordenone soffre, ma regge con sufficienza l’urto di casa. Al 25’ è Gianni Careri a salire alla ribalta con una magistrale uscita bassa sul lanciato Di Francesco. Sul piano della velocità il Pescara fa valere lo spunto sul breve dei propri attaccanti e il compassato Niccolini chiamato in più occasioni a chiudere la diagonale in più occasioni si fa superare dallo slancio abruzzese.
Il Pescara col passare dei minuti forza il forcing a caccia del raddoppio, ma nella finalizzazione indugia troppo e Careri si rivela un baluardo con i fiocchi. Al 27’ l’estremo nero-verde si esalta sul tiro ravvicinato di Ragusa e sulla ribattuta con palla vagante, Rizzo non centra il bersaglio grosso. Al 33’ è l’incontenibile Bjarnasson a creare la superiorità numerica: il cross scodellato per Rizzo e spedito in tribuna dal tornate. Dopo 2’ di recupero le squadra vanno al riposo.
In avvio di ripresa Carmine Parlato si gioca la carta Denis Maccan; a fargli posto è l’under Fornasier. Zanardo arretra al ruolo di rifinitore mentre l’ex Brescia, Lumezzane e Andria va a prendere posto alla sinistra di Zubin. Non tarda a mettersi in luce Maccan che all’8 spara dritto su Pelizzoli il sinistro al fulmicotone. Ma è sempre Bjarnasson a portare i maggiori pericoli nella metà campo nero-verde. L’1-0 però col passare dei minuti non si schioda e mister Parlato le prova tutte per arrivare al pareggio. Il Pescara infatti nel primo quarto della ripresa spinge con minore vigore e il tecnico friulano intensifica la vocazione offensiva dei nero-verdi con l’entrata di Migliorini per il provato Nastri e poi getta nella mischia anche Lauro Florean con il Pordenone che si gioca il tutto per tutto con addirittura quattro attaccanti in campo ai quali il tecnico raccomanda la copertura a scalare.
Il Pescara smarrisce la lucidità davanti alla ordinata e concreta resistenza del Pordenone e al primo accenno agonismo “esagerato” Maniero e Zanardo si vedono sventolare il “giallo” dal romagnolo Fabbri. La partita si fa nella seconda parte della ripresa, forse a causa della fatica cresce nell’agonismo e al 23’ a farne le spese è Rizzo (fallo di reazione), che alla precedente ammonizione, Fabbri gli estrae davanti agli occhi il “rosso”. Il Pescara chiude gli ultimi 22’ in inferiorità numerica e il Pordenone prende coraggio nel tentativo di agguantare il pareggio e giocarsi la qualificazioni nei supplementari. Alla finestra c’è l’appetibile sfida contro il “Toro”.
Il Pescara agisce così con fugaci contropiede e al 31’ sul cambio di settore di Rossi imbecca l’incornata di Maniero la cui girata a rete non inquadra la porta di Careri. Nell’ultimo quarto di gioco la formazione di Marino chiude ogni spiraglio alla mira dei nero-verdi che lasciano lo stadio Adriatico tra gli applausi e la convinzione di avere fatto il massimo per scalare di un altro gradino il tabellone della Coppa Italia Cup Tim.
Redazione www.venetogol.it
