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Nella foto il Montebelluna beffato nel 2’ del recupero...

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Liv.Gorghense-Montebelluna 2-2

Liv.Gorghense: Colonna, Furlan (23’ st Cigana), Vittore (6’ st Celante), Molin (19’ st Marsonetto), Bianchin, Ferro, Mortati (1’ st Trevisiol), Ostan (1’st Scantamburlo), Bolgan, Rover, Mattia Terrazzo (19’ st Amadio). 

A disposizione: 12 Pontini

Allenatore: Francesco Ghedini

Montebelluna: Bigolin, Vedova, Fornasier, Zago, Vianello, Favero, Gasparetto (16’ st  Dall’Acqua), Strippoli (27’ st Onisto), Barbon (32’ st Malosso) Bernardi, Imoh 

A disposizione: 12 Barp, 14 Zanibellato

Allenatore: Luca Bressan

Arbitro: Roberto Moretto sez. aia di Portogruaro

Reti: 2’ pt  e 22’ st Barbon, 35’ st Rover su rigore, 37’ st Ferro

Note. Mattinata fredda e umida,  temperatura di 5 gradi, terreno in ottime condizioni, spettatori 300 circa. 

Ammonito Celante

Recupero: pt 1’ st 5’

Motta di Livenza. Una tenacia di Ferro…E’ il centrale mottense nei 3’ del recupero a regalare alla Liventina/Gorghnese la conferma della leadership. Un primato che a 60” dal triplice fischio di Moretto sembra va già delinearsi in una disputa di “condominio". Il divario resta immutato e l’undici di mister Ghedini conserva il vantaggio di tre punti. E’ la partita che vale un campionato, è il match che mette di fronte le formazioni principe della categoria nella Marca e dell’intera regione. Liventina/Gorghense-Montebelluna si giocano, senza voler esaltare lo spessore tecnico dei due club, una fetta di scudetto. Il Monte campione d’Italia della categoria, il triangolino che qualifica la supremazia Tricolore se lo è appiccicato al petto da sette mesi dopo il trionfo centrato nella finale giocata ad Asciano (Siena). E’ partita vera, un’emozione tira l’altra… fino al 73’…come voleva il copione.

Per i ragazzi di mister Ghedini, vittoriosi nella gara di andata è la partita che potrebbe spalancare le porte alla fase regionale.

Nel disegnare l’undici a referto mister Ghedini al via avvicenda Celante e Scantamburolo per fare posto a Furlan e Bolgan. Nell’undici titolare manca il bomber, l’estrema sinistra Giacomo Ferrazzo. Al “Luigino Samassa” avvolto dal grigiore della mattinata si danno appuntamento in quasi 300 genitori, parenti e parecchi osservatori. La partita è un susseguirsi di scintille. Il Montebelluna catechizzato nel pre-partita in maniera mirata da mister Bressan parte a tavoletta e al 1’ è Barbon a colpire sulla sinistra: il centravanti lanciato nel spazio punta la linea dei sedici metri e in corsa sfodera un sinistro a incrociare che Colonna devia in corner. Sul primo calcio dalla bandierina i “coreani” mettono a profitto le capacità acrobatiche delle due punte: Zago fionda il pallone a scendere sul secondo palo, Colonna non azzarda l’uscita alta, la difesa di casa non “cintura” lo stacco di Barbon che di fronte piena insacca il pallone nella rete. Sono passati 2’ e il derby trevigiano si fa veramente stuzzicante per il grande pubblico presente, infreddolito, ma partecipe nell’incitare i ragazzi. La Liventina/Gorghense è in partita e lo fa capire ai bianco-celesti di mr. Luca Bressan con una legnata radente di Rover che Bigolin al 3’ addomestica…

La spinta di casa sull’arretramento del baricentro del Monte si fa marcata e l’undici di Francesco Ghedini con un fitto e articolato palleggio palla a terra schiaccia i montelliani ai limiti dell’area di rigore. I mottensi mostrano di avere idee chiare, il gioco sciorinato prevale sui tempi del pressing operato che le due linee di sbarramento del Montebelluna che al 14’ deve ancora aggrapparsi alla bravura e al colpo d’occhio di Bigolin che si oppone alla grande sullo shot mancino di Mattia Ferrazzo liberato al tiro da un pallone filtrante tagliato in area dalla sinistra dal compagno di reparto Mortati. Anche sul piano tattico la partita eccelle per l’organizzata ragnatela articolata in fase di ripiegamento dai ragazzi di Bressan ma è sulla corsia di sinistra, il reparto difeso da Vedova  che i “coreani” patiscono le pene dell’inferno, perché la rapida circolazione del cuoio dei mottensi libera puntualmente l’uomo al tiro. Al 28’ proprio sugli sviluppi di una trama per linee laterali è Rover a incunearsi da dietro; la puntata mancina dai diciotto metri è intercettata in due tempi da Bigolin. Il portiere ospite fa vedere di essere in giornata di grazia e al 39’ la sua parata di riflesso merita l’applauso del “Samassa” sull’aggiramento partito dalla destra, è Bolgan piazzato sulla lunetta dell’area di rigore ad allargare l’assist per lo smarcato Mattia Ferrazzo, l’estrema controllato in maniera sufficiente da Vedova  accarezza il pallone con l’interno destro, avanza un paio di metri e a sette/otto metri, in prossimità del vertice dell’area di porta fionda un fendente dal basso verso l’alto che Bigolin con un magistrale gesto di riflesso smorza alzando il braccio. Super…

Il Montebelluna in questi frangenti cerca con ostinazione di dare respiro alla propria difesa, ma la praticità e soprattutto la concretezza dei liventini nel cercarsi e trovarsi negli automatismi limita l’azione nelle ripartenze dei bianco-celesti che, oltre la mediana badano troppo all’individualismo.

Si va così al riposo e l’undici di mr. Bressan ha modo di respirare e di riordinare le idee. 

Dopo la pausa si ritorna in campo e la Liventina/Gorghense fa capire di essere in palla. Al 1’il “Samassa” grida al gol, ma sul colpo di testa a uscire sul secondo palo di Bolgan, è ancora Bigolin in volo plastico a deviare il cuoio sulla faccia interna del palo con la palla che ritorna in gioco rotolando lungo tutto lo specchio della porta. Bigolin tiene così in partita i compagni. La Liventina comunque spinge, ma lo fa con frenesia e qualche giocata sullo stretto sfuma per la troppa precipitazione nel voler arrivare al tiro. Mister Ghedini le prova tutte. I cambi non si rivelano però determinanti, perché al 22’ Barbon con una  fiondata scaricata nei sedici metri fulmina per la seconda volta Colonna. La partita sembra compromessa. I padroni di casa cercano l’impossibile, si riversano oltre la linea mediana e si scoprono al contropiede di Barbon che al 25’ incrocia pericolosamente sul palo lungo e al 28’ è Colonna a limitarne la pericolosità. A 1’ dalla conclusione un  fallo in area di Vedova (non brillante com’ è di routine) procura il calcio di rigore che Rover trasforma. I 3’ del recupero sono un assalto alla “diligenza”, i ragazzi di Ghedini che ha ruotato tutta la panchina si buttano tutti nei sedici metri. A 60” dal break finale l’angolo di Trevisiol con gli immancabili blocchi nei sedici metri aprono lo spiraglio decisivo per la sospensione di Ferro che affonda il pallone nel sacco. E’ l’emozione finale che potrebbe aver chiuso il campionato a favore della LiventinaGorghense…

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