Dopo la squalifica di 10 gare a carico di Riccardo Simioni, attaccante classe 1998 del Treville Sant’Andrea (girone S di Seconda categoria), l’allenatore dei neroverdi Rosario Faraone (foto sopra) ha chiesto di precisare la dinamica dell’accaduto, a rettifica di quanto riportato nel comunicato ufficiale del giudice sportivo.

Ricordiamo che, stando alla delibera, Simioni è stato sanzionato “per avere proferito all'indirizzo di un giocatore avversario, a seguito di un fallo subito, grave espressione denigratoria di origine razzista e per averlo minacciato mentre lasciava il terreno di gioco (art. n.28 del C.G.S.)”.

Ci dice Faraone: “Sugli sviluppi di un calcio d’angolo per il San Floriano, il pallone è uscito, e a quel punto – come si vede in un nostro video – il giocatore numero 4 della squadra avversaria, ossia Sanè, ha colpito al volto Simioni (in galleria un fermo immagine del video del Treville). Gesto sfuggito a molti, arbitro compreso. Simioni si è accasciato a terra, mentre Sanè ha iniziato ad allontanarsi. Successivamente è stato chiesto a Simioni cosa fosse successo, e lui ha risposto con un'espressione denigratoria. Frase per la quale ha meritato la pesante squalifica, su questo non si discute. L’arbitro (Alberto Beltrame di Castelfranco, ndr) lo ha espulso e mentre lui usciva, è stato minacciato da Sanè. Diversamente da quanto riportato nel comunicato, ci tengo quindi a precisare che Simioni non ha minacciato nessuno, semmai è il contrario”.

“In quei momenti concitati, Frimpong, altro giocatore di colore del San Floriano, si trovava nelle vicinanze del fatto e a più di qualcuno è sembrato che l’espressione discriminatoria fosse destinata a lui. Frimpong è stato ammonico perché si è lamentato in modo veemente con l’arbitro, riferendosi appunto l’espressione denigratoria”, prosegue Faraone, “Simioni è distrutto per quanto accaduto. In carriera non aveva mai ricevuto espulsioni. Non è razzista perché ha amici di colore. Ribadisco che merita questa squalifica per quanto detto ma, senza cercare scusanti, ci tengo a precisare che aveva ricevuto un colpo al volto – testimoniato da un video – e che poi non ha minacciato nessuno, semmai è il contrario. Altrimenti sembra che l’unico colpevole sia lui e gli altri dei santi”.
"Io e la società siamo impegnati costantemente in attività di sensibilizzazione sui temi riguardanti razzismo, bullismo e soprattutto il linguaggio", conclude il tecnico del Treville Sant'Andrea.

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