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Nella foto Andrea Schimmenti, giocatore del Tempo Libero Audace

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Andrea Schimmenti è il compagno di squadra ideale che ogni giocatore vorrebbe avere in spogliatoio, ma non solo: un atleta serio ed appassionato, capace di attirare le simpatie del gruppo grazie al suo sorriso contagioso,  in  grado inoltre di dimostrarsi un prezioso elemento su cui ogni allenatore può fare affidamento, data la sua esperienza e la grande affidabilità, sia dentro che fuori dal campo. Cresciuto nelle giovanili dell’Atlas, di cui è divenuto una bandiera militando nelle file giallo-blu circa vent’anni, vanta inoltre un breve trascorso nelle file del Borgo San Pancrazio ed un’esperienza durata una stagione nel Saval Maddalena, prima dell’ approdo nell’attuale squadra: il Tempo Libero Audace.

Divenuto un pilastro importante della squadra rosso-nera, ha già confezionato cinque assist nel girone “C” di terza categoria veronese e si appresta ora a vivere un finale di stagione in crescendo con il sogno della promozione in seconda categoria nel cassetto, ma non solo.

Allora Andrea, facciamo il punto della situazione in casa Tempo Libero Audace, siete secondi a sei punti dalla capolista Grancona ed in vantaggio di dieci lunghezze sul Giovane Gazzolo, terzo. Questo secondo posto sembra essere saldamente vostro, ma ci credete alla rimonta sulla capolista?
Fino quando la matematica non darà un verdetto certo noi ci crederemo, questo Grancona si sta dimostrando una squadra di grande livello e dall’ottimo potenziale, ma noi non siamo da meno e daremo il nostro meglio fino alla fine, nel tentativo di raggiungere la vetta della classifica.

Tempo Libero Audace che possiede seconda miglior difesa e secondo miglior attacco del girone, la ricetta per condurre un’annata su questi livelli?
Parto dal presupposto che per ottenere risultati importanti serva un gruppo unito e coeso; detto questo noi prima di essere compagni di squadra siamo amici e ci rispettiamo molto l’uno con l’altro, per di più io conosco già parecchie persone della rosa da tempo, compreso il mio migliore amico, Nicolò Quinzi, sapevo dunque in quale contesto mi sarei calato e sono molto soddisfatto a posteriori, difatti spero di proseguire a lungo in questa rosa.

Secondo te quali sono le pretendenti in grado di ambire seriamente a salire in seconda categoria nel vostro girone?
In questo campionato mi hanno sorpreso molto in positivo il Grancona ovviamente ed il Gazzolo, oltre a noi; Atlas e Scaligera Lavagno le vedo pericolose da affrontare  ma forse con qualche possibilità in meno, i punti però in palio sono ancora tanti e la volata finale sarà all’ultimo respiro.

Il Tuo rapporto con il mister Arcangeli?
Mister Arcangeli è una persona molto preparata, sia tecnicamente che tatticamente, durante la settimana facciamo tanta tattica, proprio perché vuole che le sue idee di gioco siano applicate la Domenica nel modo migliore, inoltre ha da poco conseguito il patentino di allenatore e questo contribuisce ad incrementare lo spessore del nostro già preparato mister.

Facendo un passo indietro, per completare il tuo percorso di crescita quanto ti è servito lo scorso anno, dopo la breve esperienza nel Borgo San Pancrazio due stagioni fa, andare nel Saval Maddalena e poter giocare con continuità?
La parentesi al Saval Maddalena, seppur breve, mi ha fatto riscoprire davvero il piacere di giocare a calcio dopo qualche mese d’inattività; i risultati in campo hanno fatto fatica ad arrivare ma io mi sono divertito comunque sul campo, la Domenica come negli allenamenti, merito di un gruppo fantastico in cui mi sono trovato a mio agio.

Una stagione la scorsa segnata per te da un improvviso lutto familiare, poter contare su un gruppo come quello trovato nelle file giallo-rosse quanto ti ha aiutato nel superare quei momenti?
Il gruppo mi è stato vicino, sempre. Perdere la mamma all’improvviso è stato un colpo molto duro per me, ringrazierò sempre la società del Saval Maddalena ed i miei ex compagni per il supporto che mi hanno dato  in quel momento davvero triste per me che ha segnato la mia vita profondamente; scendere in campo e non vedere mia madre sugli spalti  è doloroso, ma sono sicuro che continuerà a seguirmi e a starmi vicino da lassù.

Al Saval Maddalena hai avuto modo di lavorare con mister Zito, una figura importante per te, ci parli brevemente del rapporto tra di voi, raro da trovare in una squadra di calcio?
Mister Zito prima di tutto è mio amico e col tempo è diventato mio allenatore; lo conoscevo da tanti anni in quanto abitava nel mio stesso condominio ed eravamo vicini di casa. Tecnicamente è un bravo allenatore, ha fatto una gavetta importante che lo ha portato ad avere un curriculum di grande rispetto, il tutto sempre motivato da una grande passione per questo sport che mi ha trasmesso insieme ad insegnamenti che porto ancora dentro di me.

Metà stagione la scorsa da attaccante e metà da mediano, un ruolo in cui continui a giocare nel Tempo Libero Audace, è questa la posizione dove pensi di riuscire ad esprimerti al meglio?
Ho giocato attaccante praticamente tutta la mia vita, negli juniores provinciali ho perfino realizzato un poker di reti nella stessa partita, oltretutto ho esordito attaccante in seconda categoria con l’Atlas, all’epoca, realizzando proprio un gol.
Ora sono tornato mediano come lo scorso anno al Saval Maddalena e per certi versi mi trovo meglio in questa collocazione, infatti mi piace molto mettere i miei compagni nella condizione di fare gol e mi diverte poter fare girare la palla. 

Un obiettivo personale per Andrea Schimmenti?
Il primo  obiettivo personale è quello di realizzare un gol da dedicare a mia mamma, ci terrei molto a mandarle un bacio al cielo dopo aver segnato una rete, poi ovviamente mi auguro di salire di categoria, magari attraverso la vittoria del girone, col mio Tempo Libero Audace.

In conclusione, potresti fare un saluto alla nostra redazione e a tutti gli utenti che seguono il nostro sito?
Certamente! Un saluto agli amici di VenetoGol, al vostro staff e a tutti coloro i quali seguono il vostro sito, buon lavoro e a presto, grazie!

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