“Dopo la partita del girone d’andata con il Campo San Martino, l’apice di un periodo per noi molto positivo (primo posto in classifica, ndr), abbiamo avuto una serie inquietante di gravi infortuni, ben 6, che ci hanno letteralmente decimati e costretti ad affrontare gli scontri diretti con le squadre di vertice in condizioni precarie e con formazioni risicate all’osso in termini numerici e di organico”.

E’ un Paolo Guadagnin, allenatore della formazione Juniores della Plateolese, rabbuiato ma con il solito cipiglio e la solita grinta di sempre: non accampa alibi o scuse ma ci tiene a mettere i puntini sulle “i” per spiegare l’andamento sinusoidale dei suoi ragazzi in campionato, prima sparati dritti in vetta alla classifica poi precipitati a ruzzoloni in una posizione medio alta che non rispecchia di certo la qualità del gioco fin qui espresso. Il volto s’incupisce ancor di più mentre, stringendosi nelle spalle, snocciola numeri a supporto della sua tesi. “Due esempi su tutti. In una gara ho dovuto schierare nel ruolo di punta uno dei miei 2 portieri e a Trebaseleghe (ultima gara di andata, ndr) eravamo talmente pochi che in panchina ho dovuto portare con me 6 ragazzi della squadra Allievi”. Tira un lungo sospiro allargando le braccia: “Nel mercato di riparazione invernale siamo dovuti correre ai ripari e la società è riuscita a portare casa forze nuove. Sono rientrati 5 ragazzi di Piazzola che negli anni scorsi hanno disputato campionati regionali a Cittadella e Noventa Padovana. Sono ragazzi del ’95 (in età Allievi, ndr) ma hanno doti tecniche e fisiche oltre che morali più che sufficienti per affrontare un campionato di categoria superiore”. Annuisce tra se e se rivolgendo un sorriso appena accennato. “Ovviamente lo scotto che pagano è quello relativo all’esperienza ma questa seconda parte di campionato ci darà la possibilità di rodare schemi e accumulare esperienza, un ottimo viatico per prepararci ad affrontare la prossima stagione con un’intelaiatura già collaudata (in linea con i progetti della società per gli anni futuri). Torna a stringersi nelle spalle con aria assorta, accigliandosi prima di riannodare il filo del discorso: “Ora dobbiamo lavorare con intensità e voglia di migliorarci. Dovremo cercare di affrontare lo scorcio finale di campionato aguzzando le armi che abbiamo per raggiungere la salvezza prima possibile.” Il sorriso malinconico si scioglie mentre lo sguardo piroetta sul campo dove i ragazzi fanno capolino in attesa d’iniziare l’allenamento. “Vogliamo concludere la stagione disputando un finale da protagonisti, cercando di imporre il nostro gioco e magari mantenerci nelle posizioni di vertice”. Un guizzo balena negli occhi mentre affonda le mani in tasca ”Come primo anno in questa categoria sarebbe un risultato più che soddisfacente e soprattutto avremo posto le basi per una vera continuità, indispensabile per garantirci un futuro alla luce del sole”.

Davide Dalan

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