In merito alle visite mediche agonistiche, la Figc Veneto per opportuna conoscenza ha pubblicato una comunicazione del presidente del Coni regionale, prof. Dino Ponchio (foto), con le risultanze di un incontro che lo stesso ha avuto con il direttore generale dell'Ulss 6 di Padova.

21 febbraio 2022

Oggetto: visite mediche “agonistiche”

Care amiche ed amici,

come tutti o quasi, sapete, stamattina ho avuto un colloquio con il Direttore Generale dell’Ulss “0” e 6 (Padova) che si è concretizzato con la presenza, oltre che del D.G., anche di quello Sanitario e della Prevenzione.

Vi dico subito che, formalmente, l’incontro è andato benissimo, anche se al colloquio non è stato ammesso il “tecnico” che avevo portato con me (medico responsabile, fino a tre mesi orsono, della medicina dello sport Ulss 6), in quanto hanno detto che il colloquio era “istituzionale”.

Con me avevo articoli di giornali, compreso il “Mattino” di oggi, che denunciavano la difficile situazione delle visite mediche “agonistiche” e del “return to play”, i dati sui tesseramenti, del calo dei praticanti, ecc.

Il D.G. era bendisposto e sufficientemente preparato e, dopo un po’ di convenevoli, siamo arrivati a questo:

- Tutti gli “ambulatori”, intesi come servizi di medicina dello sport, da oggi funzionano a pieno regime e il personale ritorna dai reparti “covid”, dove era stato spostato, allo sport;

- Gli ambulatori lavoreranno a 110% tra ottobre e marzo (straordinari e potenziamento personale, ove possibile);

- Saranno snellite le prenotazioni (forse con portale dedicato a cui accedere direttamente);

- Confermato che il “return to play” è un appesantimento e proveranno a studiare il modo che, una volta fatto, valga anche come rinnovo della visita medica “agonistica” (ma è la regola nazionale da rivedere);

- Il D.G. ha espresso la volontà e disponibilità ad aumentare l’organico della medicina dello sport, al fine di erogare più visite mediche convenzionate, ma in questo momento il fattore limitante è la assoluta mancanza di cardiologi sul “mercato” da assumere, per cui ha fatto un’indagine tra quelli in servizio e due hanno dato disponibilità a passare alla medicina dello sport…meglio che niente!;

- Confermato che i tesserati CIP hanno priorità nelle visite (come sempre);

- Obiettivo prioritario per loro è arrivare a svolgere, a carico della sanità regionale, tutte le visite per gli under 18.

Questa in estrema sintesi quello che sono riuscito a “portare a casa” …tanto? ....poco? …? Decidete voi, ma a me sembra già un passo in avanti, tenuto conto dei nostri limiti e che i “giochi” si fanno e si devono fare “a Roma”!

Cari saluti.

Dino Ponchio

Presidente Cr CONI Veneto

Per la comunicazione in pdf clicca qui

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