Serie D/C: il big-match senza reti. Campodarsego-Venezia 0-0...
Nella foto: un colpo di testa out di Poletti.
A BREVE LA CRONACA DEL MATCH
Campodarsego-Venezia 0-0
Campodarsego: Vanzato**, Buson**, Favero***, Bedin, Ruopolo, Poletti, Pellizzer*, Piaggio, Aliù, Radrezza (38’ st Michelotto), Cacurio (26’ st Tanasa)
A disposizione: 12 Merlano, 13 Arthur***, 14 Fantinato, 17 Galliot**,18 Gal**, 19 Rubin*, 20 Luna**
Allenatore: Tony Andreucci
Venezia: Vicario**, Ferrante*, Galli***, Soligo, Cernuto. Modolo, Acquadro**, Gualdi (27’ st Innocenti), Maccan, Fabiano, Carbonaro (14’ st Barreto)
A disposizione: 12 D’ Alessandro**, 13 Seno***, 14Luciani**, 15 Beccaro, 16 Callegaro***, 17 Cangemi**, 18 Malagò
Allenatore: Paolo Favaretto
Arbitro: Francesco Luciani sez. aia di Roma 1
Assistenti: Callegari sez. di Bolzano e Ferrari sez. di Rovereto
Note. Pomeriggio soleggiato temperatura di 18 gradi, terreno in ottime condizioni, spettatori 1400 circa
Ammoniti: Favero, Bedin, Piaggio, Soligo,Fabiano
Recupero: pt 1’ st 4’
(***) under della partita clou: *’95, **’96, ***’97, ****’98
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Campodarsego. Un pareggio che fa classifica. La muove il Venezia e tiene il passo la damigella d’onore, il Campodarsego. Davanti a 1400 presente per un incasso che ha superato quota 9000 euro le due regine del girone C ha tenuto fede all’impegno.
La partita non ha raggiunto punte da strofinarsi gli occhi , ma per intensità e agonismo, non ha tradito. A referto gara più di un sono gli accorgimenti tattici impartiti dai due mister. Tony Andreucci risolve la composizione del quartetto del “fuori quota” con l’impiego tra i pali di Vanzato. La coppia centrale è formata dagli esperti Poletti e Ruopolo, una scelta che mette in disparte il giovanissimo Arthur. Nelle fila veneziane mister Paolo Favaretto alle scontate assenze di Matteo Serafini e Calzi, affida le chiavi della mediana a Soligo e Gualdi. Sposta sulla corsia destra Acquadro e dispone alle spalle dell’unica punta, Maccan, gli estrosi e Fabiano e Carbonaro. La direzione è affidata al romano Luciani. Nella prima parte del match il gioco non scorre fluido. Il “Campo” schierato da Andreucci presenta una cerniera tosta a contrasto e dinamico nel palleggio a rotazione. Qualche pecca lo denota l’azione in profondità che quasi mai innesca lo scatto di Aliù e del francobollato Cacurio. Il Venezia nella prima fase è preso per mano da un Fabiano più attento all’evolversi del gioco alle proprie spalle piuttosto ala fase propositiva. Le squadre con un pressing privo di pause si annullano. C’è un primo approccio con la porta di Poletti che incorna male un calcio d’angolo. Solo al 28’ si registra una prima occasione da rete: il tutto sfocia da una lunga rimessa con le mani di Acquadro che Carbonaro in scappata cerca di angolare alla sinistra di Vanzato attentissimo e abile nella deviazione in corner. Il Venezia sui suggerimenti di Fabiano in più occasioni insidia i sedici metri di casa e al 31’ è Denis Maccan in rapida girata a impegnare a guantoni aperti Vanzato che si arcua all’indietro e mette in angolo. Al 37’ è Aliù a chiudere alto in corsa. Nel secondo tempo cresce l’agonismo e scattano i primi cartellini.
Al 15’ è Acquadro a cercare la via della rete con una fiondata che lambisce il montante alla sinistra di Vanzato. Entra in campo anche Viktor Barreto e per l’ex “toro” è l’esordio in maglia veneziana. Al 24’ è ancora Vanzato a salire in cattedra: il giovane estremo di casa è super nel ribattere di piede la conclusione-gol di Maccan. Ma è al 33’ che il pubblico del “Gabbiano“non approva la decisione del laziale Luciani: sul un pallone filtrato nei sedici metri, Aliù ha sui piedi il pallone da scaraventare in fondo al sacco ma una galeotta trattenuta sul centravanti, affossato al momento del tiro, non è ravvisata del fischietto romano. E’ una decisione che innesca il “combattimento” in campo, la praticità del gioco lascia spazio all’accanimento agonistico e la partita si fa ruvida, all’inglese. Nel finale è Tanasa a sprecare un buon pallone per far capitolare i pali arancioneroverdi, ma le squadre hanno dato tutto e il verdetto del campo non scontenta nessuno.
