A tu per tu con Stefano Parolin, allenatore della Plateolese...

nella foto di repertorio un azione di gioco della Plateolese
“Siamo una squadra giovane ma possiamo dire la nostra”
Qualche rimpianto, un pizzico di rammarico ma anche la consapevolezza di aver superato indenne un grosso ostacolo nella grande corsa del campionato. Stefano Parolin, tecnico della Plateolese, ammicca nel post partita con l’Olympia strozzando un sorriso fugace: scorre la classifica, aggrottando le ciglia prima di snocciolare qualche concetto semplice ma efficace.
«Con la sfida di domenica prossima – chiosa il tecnico gialloverde – chiudiamo un autentico tour de force, una serie di partite importanti con quelle che ritengo saranno le formazioni che battaglieranno per aggiudicarsi un posto al sole. Quest’ultima sfida (contro l’Olympia,ndr) è stato un autentico banco di prova contro un avversario sulla carta tra i più attrezzati. Al di là del blasone, la squadra della città murata ha un organico di primo livello a partire da Pierobon, il capitano, un autentico baluardo in difesa, per finire con Haruna, capocannoniere del torneo e attaccante dal gol facile. Abbiamo creato molto, senza patire la loro foga e controllando il gioco nel momento in cui la loro pressione aumentava. Chiaro che con questi presupposti il risultato ha lasciato un pizzico di amarezza vista la mole di gioco e le occasioni sciupate».
Dopo Trevignano e Olympia che sensazioni le sta dando la Plateolese targata 2011/12?
«Un mese fa due partite così le avremo perse – rimbrotta Parolin – ma stiamo crescendo, ho un ottimo gruppo che mi sta seguendo e che sta lievitando. Penso che ci siano margini per crescere ancora ma serve pazienza. L’organico è molto buono ma è anche molto giovane, bisogna fare un passo alla volta costruendo mattone su mattone una mentalità ed una coralità di gioco».
Domenica al Comunale arriva il Galliera: che sfida si aspetta?
«Il Galliera è una compagine ostica – continua l’allenatore con un gesto di stizza – di quelle squadre tignose che non ti lasciano giocare. Lo scorso anno il Galliera è approdato ai playoff e ha mancato per un niente il salto di categoria. Rimane una squadra da prendere con le molle: per noi è l’ennesima prova per testare i nostri progressi. Mi aspetto quindi – riprende allargando le braccia – un avversario tosto e da parte nostra una gara in cui dovremo giocare a viso aperto, senza remore o particolari timori reverenziali».
Che apporto può dare un giocatore come Saimon Zalla, l’ultimo approdato in casa gialloverde?
«Saimon è indubbiamente la ciliegina sulla torta – precisa Parolin – le qualità tecniche non si discutono. E’ chiaro che per un giocatore professionista giocare in categorie inferiori non è facile: bisogna integrarsi, capire determinati movimenti, immergersi in una realtà nuova. Saimon da questo punto di vista è ammirevole ed encomiabile per l’impegno e l’abnegazione: credo saprà togliersi più di qualche soddisfazione e far maturare tutto il reparto avanzato che non pecca di qualità ma forse di esperienza».
Il Campionato regalerà ancora sorprese o i valori sono ormai emersi?
«Sino ad aprile tutto è possibile. Credo ragionevolmente però che da febbraio valori e ambizioni saranno ben chiari. E’ necessario mettere sin d’ora però quanti più punti possibile in cascina. Per il momento non dobbiamo commettere l’errore di guardarci dietro ne fare troppi calcoli: meglio vivere alla giornata. Questo è un buon organico e credo che senza sbizzarrirsi in voli troppo pindarici possa dire la sua; la cosa importante è continuare a credere nel lavoro di ogni giorno ed essere ambiziosi: il campo ed il tempo, come sempre, saranno galantuomini».
Davide Dalan
Scritto da Redazione Venetogol il 12/10/2011

