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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI    

Terza S.Donà: difesa di ferro, gol nel finale, Evolution Team ok

nella foto, mister Patrizio Perin (Evolution Team)

LA STIMMA DON BOSCO- EVOLUTION TEAM 0-1

LA STIMMA DON BOSCO: Simeoni, Bianco, Perissinotto, Giochetto (dal 19’s.t. Montefusco), Lotto, Claudio, Toffolon, Reale, Bai (dal 45’p.t. Biondo), Barosco (dal 32’s.t. Danieli), Biban (dal 46’s.t. Bona)

Allenatore: Bona

EVOLUTION TEAM: Ostan, Cruzzolin, Bigaran, Redigolo, Murador, Rosolen, De Pizzol, Bianco, Bonotto, Drusian (dal 45’s.t. Cenedese), Berto

Allenatore: Perin

Reti: 47’s.t. Murador (E)

Ammoniti: Toffolon (DB), Barosco (DB), Bianco (E)

Espulsi: nessuno

Note: giornata di sole, terreno in ottime condizioni, spettatori 150 circa

SAN DONA’ DI PIAVE. 8 vittorie e 2 pareggi, primo in classifica sin dall’inizio. 21 gol fatti e addirittura 0 subiti, miglior attacco e miglior difesa del campionato. Come si fa a battere l’Evolution Team? A giudicare da queste cifre, è quasi impossibile.

Organizzazione, solidità, cuore. Queste sono le tre caratteristiche che spiegano le cifre del dominio della squadra biancoblu. Infatti grazie ad un 4-4-2 granitico, esaltato dalla corsa e dalla prestanza fisica dei suoi interpreti, la corazzata di mister Perin riesce quasi sempre facilmente a dominare l’avversario e ad impedirgli di arrivare al tiro, aspettando poi il momento giusto per sbloccare il risultato. E quando quest’ultimo obiettivo non viene raggiunto nel corso dei 90’, ecco che all’organizzazione ed alla solidità si aggiunge il cuore, sublimazione perfetta di un’unità d’intenti comune ben chiara e definita che coinvolge, oltre i giocatori e l’allenatore, anche i tifosi, veri e propri ultras.

Onore dunque al La Stimma Don Bosco, che nella partita odierna ha dato del filo da torcere a questa macchina perfetta: solo una rete del difensore centrale Murador al 92’ è riuscita a piegare la strenua resistenza dei padroni di casa. Anche la squadra di Bona però si è dovuta arrendere alla legge del più forte.

La gara è stata rude e combattuta molto più del previsto, soprattutto nel primo tempo. Poi nella ripresa con il passare dei minuti l’Evolution Team, aiutato anche dallo strapotere fisico dei suoi giocatori, ha preso sempre più il comando delle operazioni ed è riuscito, seppur faticosamente, a portare a casa i 3 punti.

C’ha provato il Don Bosco a complicare i piani della corazzata di Chiarano. Il 4-3-3 di partenza con cui Bona disponeva i suoi faceva subito capire agli ospiti che i giallorossi non si sarebbero offerti come vittima sacrificale in pasto al nemico. Chiaramente bisognava fare i conti con l’impenetrabile difesa dei capoclassifica, ma, quantomeno nelle intenzioni, fino al gol di Murador questa tattica aveva dato i suoi frutti. A tradire i padroni di casa c’hanno pensato il loro attaccante principe Toffolon, che in apertura di ripresa solo in mezzo all’area calciava alto un cross dalla sinistra dell’intraprendente Perissinotto, e l’arbitro, il quale non considerava fallo da rigore un netto sgambetto di Murador ai danni di Biban in area. Con un po’ di precisione e di fortuna in più quindi la partita avrebbe anche potuto prendere una piega diversa. Tuttavia se il risultato è rimasto in bilico fino al 92’ il Don Bosco deve ringraziare il proprio portiere Simeoni, autore di due parate decisive, il terzino Perissinotto e il mediano Reale, protagonisti di due interventi che hanno respinto due tiri a colpo sicuro degli avversari, e la traversa sulla quale si è infranto il colpo di testa di Redigolo a due passi dalla porta.

In virtù di questi episodi possiamo dunque considerare meritata la vittoria della squadra di Chiarano. A rendere quest’ ottima compagine una corazzata inattaccabile è sicuramente la fase difensiva. Infatti la difesa non ha concesso nemmeno un tiro in porta agli avversari, e il centrocampo ha costantemente impedito ai mediani del Don Bosco di far girare la palla e costruire azioni pericolose. Basandosi su queste solide certezze la squadra non ha risentito in maniera decisiva della giornata storta dei due attaccanti Bonotto e Drusian e della poca intraprendenza degli esterni. Con un portiere avversario più modesto e con maggior concretezza la gara avrebbe potuto essere mandata in archivio ben prima del colpo di testa di Murador nel recupero, avvenuto quando ormai i giocatori del Don Bosco erano con la testa sotto la doccia.

Ma il cuore ha fatto la differenza. E il dilemma che attanaglia il campionato neanche oggi ha avuto risposta: come si fa a segnare e, di conseguenza, a battere l’Evolution Team? Alle prossime partite l’ardua sentenza. 

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  Scritto da ZZZ ZZZ il 27/11/2011
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