Burano (Seconda O): due chiacchiere col nuovo patron Soffiato

Dopo quattro anni di attesa per il Burano sembra arrivato il momento di ripartire. Dalla prima stagione di presidenza di Guerrino Soffiato oggi possiamo parlare di anno zero proprio con il patron lagunare, partendo da una seconda categoria veneta, girone O.
“Da questa estate finalmente abbiamo 30 ragazzi per ricostruire il nostro settore giovanile che in isola non esisteva più. Per noi è un grande successo, ma la loro presenza vuol dire anche mandare un segnale a tutti gli abitanti del posto che adesso possono lasciare i loro figli presso le nostre strutture e non farli viaggiare per giocare altrove. Mi auguro, anzi ne sono convinto, che nei prossimi anni molti ragazzi torneranno a giocare con il Burano. È stata una soddisfazione enorme vedere 110 persone riunite assieme alla festa di Natale, ragazzi e famiglie. Quello che potrebbe diventare il futuro. Anche perché per fare categorie superiori ci vuole il settore giovanile.”
Quindi, avete intenzioni serie, vuole portare in alto il calcio Burano?
“ Io e mio figlio Nicola, che è anche il vicepresidente, ci stiamo mettendo la nostra faccia, il nostro impegno. Ho sempre fatto tutto da solo e quando quattro anni fa presi in mano il Burano, io che sono un veneziano doc, lo feci promettendo al mio caro amico Vio, ora scomparso, che lo avrei portato in alto. L’ho fatto per lui. Questa stagione ci siamo impegnati seriamente, sia portando giocatori di qualità, sia uno staff tecnico di livello, dal ds Matteo Gemolo, al preparatore atletico, al preparatore dei portieri. Niente colpi di testa, i ragazzi prendono un rimborso spese, ma sanno che questo arriva puntualmente. Faccio calcio da troppo tempo per capire come vanno queste cose. Negli anni ’70 fummo i fondatori del Canossa, mitica squadra di cannarregio che vinse anche coppe venete, poi passai alla Serenissima, anche a San Pietro in Volta, un’esperienza da dimenticare. Per fare calcio lì sarebbe stato l’ideale fondere due realtà, la loro e il Pellestrina. Non se ne fece niente, persi solo soldi in quell’esperimento. Ho visto crescere con noi giocatori del calibro di Poggi, Marangon. Per questo credo di avere l’esperienza per poter dire che adesso è tempo di sacrifici e pensiamo a creare il settore giovanile, investire sui giovani, poi penseremo al futuro.”
Ma altre categorie vuol dire anche spese maggiori. Potrete affrontarle?
“Se dovessimo andare su di categoria avrei sponsor che mi seguirebbero. Sono da anni un imprenditore conosciuto, collaboro con altri professionisti, molti di loro mi hanno garantito un appoggio per il futuro. Dove sono stato ho sempre lasciato un buon ricordo. Anche adesso vecchi giocatori che ho conosciuto hanno sempre piacere nel rivedermi, salutarmi. Posso, quindi, contare su alcune buone amicizie.”
E per ultimo passiamo alle note dolenti, il campionato attuale.
“Sono disgustato, ne ho fin sopra i capelli. Quando ho saputo in quale girone ci volevano mettere volevo ritirare la squadra. Lo scriva pure questo. Poi sono stati i giocatori che mi hanno convinto a restare. Sono spese enormi per noi rimanere in questo girone del sandonatese. Ogni trasferta una cifra. Non parliamo poi degli arbitri. Non possono essere obiettivi, fischiano a senso unico per le squadre di casa, loro che sono del posto. Noi siamo l’unica squadra da fuori e ne siamo penalizzati. Ma perché, ho chiesto anche al presidente provinciale, non siamo stati messi nel girone veneziano? Lo sa quel’è stata la risposta? Dobbiamo avere pazienza. E portiamo pazienza anche quest’anno, poi voglio vedere la prossima stagione.”
Scritto da ZZZ ZZZ il 07/01/2012

