Casagrande e il bel campionato del CareniPievigina:"Avanti così!"

L’amore non ha età. Il dardo di Cupido può colpire in qualsiasi momento, quando meno te l’aspetti. Adriano Casagrande quando ha accettato di diventare presidente del Careni non poteva immaginare che il calcio l’avrebbe fatto innamorare. Non aveva mai giocato, non si era mai avvicinato a questo mondo. Invece ora che ne fa parte e che può apprezzarne da vicino i valori, ha scoperto che non può più farne a meno. E, aggiungiamo noi, con la sua Careni Pievigina (nata dalla fusione tra Careni e Pieve di Soligo) sta cogliendo diversi risultati positivi: la sua squadra infatti, dopo essere riuscita a centrare l’obiettivo della Promozione (sia come risultato che come categoria) lo scorso anno, in questo campionato è addirittura in corsa per un posto nei play-off. Stupendo tutti, anche il presidente stesso.
Siete una neopromossa, immaginiamo che sia ampiamente soddisfatto del campionato della sua squadra.
“Avevo una fiducia enorme nei ragazzi e sull’allenatore. Quest’anno affrontavamo una categoria nuova, con umiltà ma anche con piena consapevolezza dei nostri mezzi. Non mi aspettavo però di poter disputare un girone a questo livello. Sono contentissimo per i ragazzi, è da sette partite che non prendiamo gol, peccato che domenica non siamo riusciti a vincere, anche se abbiamo giocato contro una signora squadra (il Città di Musile ndr). Nonostante gli infortuni che hanno colpito alcuni dei nostri titolari, provo piena soddisfazione per le prestazioni dei ragazzi giovani che li stanno sostituendo. Stiamo continuando a lavorare nella maniera migliore, per cui sono fiducioso anche per il prosieguo del campionato.”
Non prendete gol da sette partite, sei di queste sette però sono terminate 0-0. Pensa che sia l’attacco il punto debole della sua squadra?
“Non direi. Il centravanti Gobbato sta facendo benissimo, non ne ho mai avuto uno così. Segna, si muove in funzione della squadra, si adatta alla perfezione al nostro impianto di gioco. Anche l’altro attaccante titolare Tomè ha segnato parecchio. Per cui sono soddisfatto del mio reparto offensivo. L’unico rimpianto è quello di non essere riusciti a vincere certe partite che meritavamo sicuramente di portare a casa.”
Essendo il primo anno che disputa da presidente un campionato di questo livello, da quali squadre è stata colpita e quali teme maggiormente in ottica play-off?
“Il nostro è un girone molto equilibrato, come è normale che sia sempre di più man mano che si sale di categoria credo. L’unica squadra che ho visto superiore alle altre è certamente la Liventina, la quale penso vincerà senza problemi il campionato. Con le altre ce la giochiamo. Forse ancora un gradino sopra a noi ci sono Preganziol e Nervosa, due compagini che giocano molto bene e conoscono la categoria. Però non sono così distanti, sarà una seconda parte di campionato davvero avvincente.”
Cosa e chi l’ha sorpresa maggiormente quest’anno all’interno del suo gruppo di giocatori?
“Certamente il rendimento dei ragazzi più giovani. Sono convinto che in futuro il calcio cambierà: ci sarà (e c’è già ora) un ridimensionamento economico e le società staranno in piedi grazie agli investimenti sul settore giovanile. Noi su una ventina di ragazzi in rosa con la prima squadra, ne abbiamo davvero pochi che non sono cresciuti nel nostro vivaio. I giovani sono il futuro, sono orgoglioso del fatto che ogni domenica giochiamo sempre con uno o due fuori quota in più rispetto a quelli che ci impone il regolamento. Questo exploit dei nostri ragazzi è merito non solo dell’allenatore, ma anche dell’educazione e dell’aiuto offertogli dai giocatori più esperti. Vorrei citare soprattutto Perenzin, una persona stupenda, un vero maestro per questi giovani che si affacciano alla prima squadra e fanno sempre benissimo. Negli anni precedenti il nostro vivaio fungeva da trampolino di lancio verso altri lidi. Ora invece riusciamo a crescere e anche a trattenere i ragazzi, questa cosa mi inorgoglisce molto.”
Se quest’anno non dovesse riuscirci, negli anni prossimi costruirà ancora una squadra in grado di salire di categoria?
“Io spererei di riuscirci già quest’anno. Due anni fa eravamo in Prima Categoria e ci eravamo prefissi l’obiettivo Promozione da raggiungere in meno di 3 anni. C’era ansia, non eravamo tranquilli, avevamo sempre l’assillo della vittoria a tutti i costi. Quest’anno invece siamo tranquilli, sereni e motivati al punto giusto. Sarebbe fantastico riuscire a salire ancora soprattutto per il gruppo dirigente, che nonostante gli investimenti non troppo elevati è riuscito a costruire e a crescere una squadra fantastica. Anche Pieve di Soligo se lo meriterebbe, è una città a cui anche la Promozione sta stretta, è già fornita di strutture adatte per una categoria superiore. Insomma, che Dio ce la mandi buona….”
Passando al personale invece, cosa le trasmette e cosa le ha dato il mondo del calcio da quando è presidente?
“Guardi, le dirò sinceramente: io non ho mai giocato a calcio. Forse sono andato a vedere qualche partita da giovane, ma non sono mai entrato in questo mondo prima di tre anni fa. Ora che ci sono dentro, devo dire che questa esperienza mi sta dando enormi soddisfazioni. Se sono entrato nell’ambiente è merito di mio figlio, che ha iniziato a giocare nel Careni qualche anno fa, e di un gruppo di persone che mi hanno convinto a diventare presidente facendomi innamorare di questo sport. Venendo da altre realtà, ho cercato di trasmettere dei valori sani alla mia società ed ai miei giocatori, valori importanti quali l’educazione, l’impegno ed il rispetto. La mia missione è quella di educare tutti non solo calcisticamente, ma anche alla vita, partendo già dai bambini. La squadra deve diventare un punto di riferimento, un’identificazione per la persona. E ammetto con gioia che tutto questo sta riuscendo, è stupendo. Gli eccessi non ci devono essere, oltre che nei ragazzi, nemmeno nei genitori, che a volte sono più difficili da educare anche dei bambini. Il calcio è troppo esasperato, anche e soprattutto a livello giovanile: è brutto vedere dei genitori che dalle tribune insultano l’arbitro o litigano tra di loro. Tutto ciò non ci deve essere. Diffondo sempre con orgoglio le parole pronunciatemi dal direttore sportivo Titonel un po’ di tempo fa: “Tra i ragazzi che sono passati per il Careni, gli unici che si sono persi sono stati solamente due.”. Quando penso a queste parole, tutte le amarezze spariscono, capisco che vale davvero la pena essere presidente di questa squadra. Le nostre formazioni giovanili, oltre ad essere a trionfare in campo, spesso vincono la Coppa Disciplina al termine della stagione. E a chi mi chiede cosa preferisco tra questa e il primo posto in campionato, rispondo con estrema sincerità che entrambe le cose sono importanti. Poi abbiamo gli sponsor che ci danno una mano, cito tra tutti la famiglia De Faveri, e la gente che ci sostiene in maniera esemplare. Insomma, è stata davvero una fortuna che mio figlio abbia iniziato a giocare a calcio…”
Innamorato. Sempre di più.
Scritto da ZZZ ZZZ il 27/01/2012













