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Edizione provinciale di Treviso


Rovere, Sartorato elogia la Suseganese:"La miglior squadra del girone!

Nelle parole di Moreno Sartorato la Rovere Sartorato era partita per salvarsi. A metà campionato, ora, si trova seconda in classifica a distanza di sicurezza dalla Suseganese, ma con 5 punti di margine sulla quinta. Forte anche del secondo miglior attacco e della seconda miglior difesa, la squadra di Moreno Sartorato non dovrebbe più nascondersi a questo punto. Invece è lo stesso presidente a predicare prudenza e a non sbilanciarsi.

Presidente Sartorato, siete secondi a ben sette punti dalla Susegana. Secondo lei è impossibile agguantare il primo posto?
“La classifica è veritiera. La Suseganese è la migliore squadra del girone ed è prima con merito. Hanno un bravissimo allenatore, giocano a memoria e hanno degli attaccanti formidabili. Noi non dobbiamo pensare a loro, dobbiamo guardare a noi stessi, a fare la nostra strada. Dobbiamo stare attenti anche alle squadre che ci stanno dietro, ancora 5-6 squadre sono in corsa per i play-off. Abbiamo due mister eccezionali, che allenano un gruppo fantastico formato da giocatori esperti, integrato da due ragazzi del 92 che stanno facendo benissimo. Facciamo la nostra corsa poi vedremo, bisogna continuare così.”

Cosa esalta e cosa rimprovera finora alla sua squadra?
“Sarò di parte, ma ai mie giocatori non posso proprio rimproverare nulla. Sono esaltato da loro. Mi diverte tantissimo vederli giocare, persino in allenamento. Non ho mai visto nessuno screzio tra i miei ragazzi, forse perché sono quasi tutti dei giocatori di esperienza, dei veri uomini.”

Quali erano gli obiettivi all’inizio del campionato e cosa si aspetta dal finale di stagione?
“All’inizio eravamo partiti con l’obiettivo primario della salvezza. Alla presentazione della squadra dissi: “prima arriviamo a 40 punti, poi parliamone”. Anche ora che stiamo andando benissimo e siamo ormai ad un passo da questa quota, penso che non dobbiamo montarci la testa. Ora arriva il difficile, dalla prossima domenica in poi capiremo realmente le nostre potenzialità. Siamo però coscienti che fino a questo momento abbiamo fatto qualcosa di straordinario, ed il merito lo attribuisco, oltre che ai giocatori, soprattutto ai due allenatori e a tutta l’equipe che lavora alle loro spalle.”

Lei ha detto che guardate solo a voi stessi. Ma, Susegana a parte, quali sono le squadre che l’hanno maggiormente impressionata in questo campionato e che secondo lei potrebbero darvi fastidio in un’eventuale corsa play-off?
“Io temo tutte ma non temo nessuna. Tutte le prime sei squadre sono pericolose e forti. E con orgoglio dico che in ogni partita che abbiamo disputato contro di loro siamo, nel bene o nel male, sempre usciti a testa alta. Dobbiamo solo cercare di conservare il secondo posto e far bene, poi quello che sarà, sarà. Siamo nel girone più forte della Seconda Categoria, abbiamo il secondo miglior attacco con 40 gol, una cifra spaventosa, e la seconda miglior difesa, cosa si può volere di più?”

Se quest’anno non doveste riuscire a centrare la promozione, avrete questo traguardo anche l’anno prossimo oppure continuerete a puntare alla salvezza?
“Ora non penso a nulla. Ho solo in testa questo magnifico gruppo e questa sorprendente stagione, se pensassi già agli anni prossimi metterei solo pressione all’ambiente. Vivo alla giornata e basta, perché ora mi sto davvero divertendo e voglio godermi questo momento al massimo.”

Avete solo due ragazzi del 1992 in squadra. Nel vostro progetto c’è spazio anche per i giovani oppure credete solo nei giocatori con maggiore esperienza?
“Ora abbiamo due ottimi ragazzi del 1992. Ma non ci vogliamo limitare a loro: infatti ne abbiamo già comprati altri quattro della stessa annata. Certo, abbiamo tanti giocatori “anziani” perché penso che l’esperienza nel calcio sia fondamentale. Però nei giovani ci credo eccome.”

Quanto è emotivamente coinvolto dalle vicende della sua squadra e dal mondo del calcio?
“Sono sei anni che sono in questo ambiente. Questo mi permette di viverlo sotto un altro aspetto. Per me i miei giocatori sono come dei figli già cresciuti, vado a vedere gli allenamenti per osservare quanto si divertono e per stargli vicino, senza mettergli pressioni. Sotto questi punti di vista si vede che vengo dal mondo del ciclismo”.

Venendo dalle due ruote, potremmo dire che il presidente Sartorato spera di raggiungere il traguardo volante dei 40 punti davanti alle altre rivali. Poi attende con fiducia e serenità le tante salite sulle quali la sua squadra si dovrà inerpicare, senza guardare né avanti né indietro, ma pensando solo a gestire le proprie forze. La speranza è quella di alzare le braccia al cielo, ma mancano talmente tanti chilometri all’arrivo che ancora tutto può succedere.

 

Riccardo Marian

 

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  Scritto da ZZZ ZZZ il 28/01/2012
 

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