Coppa Italia: il Verbania infrange l'imbattibilità della Fersina...

nella foto, il mister della Fersina/Perginese, Roberto Cortese
Verbania-Fersina/Perginese 3-0
Verbania: Pavesi, Baldo, Gambuto, Campi, Ciana, Francesco Viscomi, Manfroni** (20’ st C. Alberto Viscomi*), Gramaglia, Castellazzi, La Placa (33’ st Violi), Romano*.
A disposizione 12 Ramoni*, 13 Musolino, 14 Ramalho, 15 Kouane, 17 Pioli*, 18 Lipari*
Allenatore: Massimiliano Bigica
Fersina/Perginese: Travaglia, Lleschi**, Ciurletti, Gennara, Frendo, Ceravolo, De Mari** (1’ st Michieli ***), Fabio Bazzanella, Cicuttini (35’ st Donati), Fiorazzo (21’ st Marconi), Panizza.
A disposizione 12 Cristofoletti, 16 Matteo Bazzanella, 17 Rizzoli*, 18 Bertoldi.
Allenatore: Roberto Cortese.
Arbitro: Ponti sez. aia di Arezzo
Reti: 9’ st Manfroni, 17’ st Ciana, 40’ st Romano
Note. Pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni spettatori 600 circa.
Ammoniti: Pavesi, Ciana, Campi, Manfroni, C. Alberto Viscomi (V); Frendo, Di Mari, Fabio Bazzanella,
Espulso nel pt Panizza
Recupero: pt 1’ st 4’
Verbania. Si inizia alle ore 16. Il Verbania cala il tris e infrange l’imbattibilità stagionale della Fersina. Inizia a spron battuto l’undici di Bigica che al 2’ mette lo scompiglio in area giallo-blù: La Placa in azione di sfondamento laterale evita l’uscita di Travaglia e da posizione defilata indirizza il pallone nello specchio della porta dove Ceravolo, in extremis, allontana il pericolo. Il Verbania privo del capitano e bomber Soncini affianca all’argentino La Placa il giovane Romano con Castellazzi a fare da boa alla fase d’attacco dei bianco-cerchiati. Nelle retrovie mister Bigica preferisce Gambuto a Ramalho. La Fersina disegnata da mister Cortese si affida tra i pali a portiere di coppa Travaglia, mentre sull’out sinistro torna nell’undici titolare il pericoloso fluidificante Ciurletti. Il tecnico perginese sceglie una formazione fisica che rinuncia al trequartista: in campo la regia è affidata al geometrico Fiorazzo, mentre in fase d’urto sono l’esperto Cicuttini e Panizza, due torri, a cercare di scardinare la tosta difesa piemontese. I sacrificati di turno sono il mancino Donati e la punta Bertoldi. Il primo tempo se ne va senza grossi sussulti e la Fersina tiene duro sull’avanzata dei padroni di casa. C’è la traversa intorno al quarto di gioco a far tremare Travaglia che si salva dalla capitolazione. In campo il clima delle partita è molto caldo e nel finale di tempo una leggerezza di Panizza costa all’attaccante l’espulsione. Nel secondo tempo il Verbania intensifica il pressing e nei perginesi rimasti in 10 affiora la stanchezza (partire di buon mattino, alle 7,30 non ha certo giovato ai ragazzi di mr. Cortese). In pochi minuti i giallo-neri si squagliano. Al 9’ il Verbania trascinato dal chiassoso incitare del pubblico del “Carlo Pedroli” fa capolino in area trentina con una rovesciata acrobatica di Gramaglia che sulla ribattuta della difesa ospite trova pronto alla replica Manfroni la cui correzione ravvicinata di testa non dà scampo a Travaglia. E’ il gol che taglia di netto la tensione in campo e sblocca il Verbania. L’azione dei bianco-cerchiati cresce nell’intensità e la retroguardia guiallonera deve sudare le proverbiali sete camice. Frendo e Ceravolo cercano di organizzare il “muro” davanti a Travaglia, ma al 18’ sulla volata laterale di Romano arriva a rimorchio del compagno e da sottomisura insacca il pallone del raddoppio. Il 2-0 appaga il Verbania che tira il fiato. La partita si riscalda e fioccano le ammonizioni (otto a fine gara) che il discusso Ponti ha dispensato .
La Fersina nonostante gli avvicendamenti operati da mister Cortese, paga l’ inferiorità numerica, non riesce ad accorciare le distanze tra i reparti e l’undici di Bigica con un finale in crescendo mette a segno la terza rete con Romano che in progressione verticale, palla al piede, evita nel suo allungo un paio di avversari ormai stremati e sull’uscita di Travaglia gonfia la rete trentina per la terza volta. Mercoledì sul sintetico di Pergine Valsugana i ragazzi di mr. Roberto Cortese dovranno compiere un’impresa per ribaltare il pesante fardello di gol.
Scritto da Flavio Cipriani il 07/03/2012

