Tra Meolo e Rovere Sartorato finisce 0-0. Caldato sciupa un rigore...

nella foto il bomber della Rovere Marco Caldato, sfortunato oggi dagli 11 metri
MEOLO: Cestaro, Teso, Pavan, Di Stefano, Celli, Vinello, Fava (dal 15’ s.t. Schioppalalba), Carrer, Fecchio (dal 27’ s.t.Zanchettin), Giacomini (dal 36’ p.t. Parro), Grosso Allenatore: Cristiano Salgarella
ROVERE SARTORATO: Izzo, Dotto, Sartorato, Bertolotti, Garbin, Carrer (dal 45’ s.t. Spahija), Leopizzi (dal 22’ s.t. Rizzo), Baccini, Caldato, Cocchetto (dal 18’ s.t.Tadil), Vettori. Allenatore: Fabio Marcon
Arbitro: sig. Moro (sez. AIA di Portogruaro)
Ammoniti: Di Stefano (M), Dotto (R), Baccini (R), Celli (M), Carrer (M)
Espulsi: nessuno
Note: tempo nuvoloso, terreno in discrete condizioni, spettatori 100 circa
MEOLO- La Rovere Sartorato si ferma a 11 metri dalla vittoria. 11 metri come la distanza che separa il dischetto del rigore dalla porta avversaria. Distanza che oggi per la squadra rosanero è apparsa come una montagna impossibile da scalare; per ben due volte. E così sul campo di un generoso Meolo la Rovere è incappata nel terzo pareggio consecutivo.
Un pareggio che sa tanto di beffa, poiché, soprattutto nel secondo tempo gli uomini di Marcon hanno dominato la gara e avrebbero meritato di tornare a Treviso con i tre punti. Ma Caldato e compagni non avevano fatto i conti con quei fatidici e maledetti 11 metri. Il primo penalty veniva fischiato da Moro per un fallo di mani in area di Carrer (sponda Meolo). Dal dischetto si presentava Caldato, che calciava forte e angolato ma il prodigioso Cestaro era autore di uno splendido tuffo sulla propria sinistra con il quale respingeva il pallone. Sullo stesso però si avventava Cocchetto, il cui tap-in incocciava sfortunatamente contro il palo. La Rovere poi, dopo un forcing rabbioso, riusciva a guadagnarsi la seconda opportunità dal dischetto grazie ad un altro fallo di mano, stavolta di Di Stefano. A calciare era Carrer, che spiazzava Cestaro, ma con il suo destro faceva sbattere nuovamente il pallone sul palo. Due rigori sbagliati, due punti persi dunque per la Rovere, incapace di approfittare del pareggio tra Suseganese e Lovispresiano per portarsi a due punti da quest’ultimo.
Un punto tanto fortunato quanto inutile invece per il Meolo, che ormai non può far altro che puntare al quint’ultimo posto, il migliore possibile in ottica play- out. I padroni di casa però quest’oggi possono vantarsi di aver fermato la corsa di una delle squadre più forti del campionato, e questo orgoglio può fare morale in vista delle prossime partite e, soprattutto, degli ormai certi play- out.
I biancazzurri hanno impostato la gara sulla cosiddetta tattica all’italiana, concentrando le proprie attenzioni sulla cura della fase difensiva, sperando di colpire gli avversari con qualche ripartenza. Nel primo tempo in effetti gli accorgimenti di Salgarella hanno consentito alla Rovere di arrivare al tiro solo in un paio di occasioni. Grazie ad un 4-4-1-1 molto prudente, i padroni di casa riuscivano a mettere la museruola agli agguerriti attaccanti rosanero, incapaci di trovare spazi per poter impensierire il portiere nemico. Peccato però che sul piano del gioco, l’imprecisione dei lanci non consentiva a Fecchio, Giacomini e Fava, il quale partiva dalla fascia destra e avanzava in attacco in fase di possesso palla, di ricevere palloni giocabili e quindi di rendersi pericolosi. In apertura di ripresa, dopo il rigore fallito da Caldato, il Meolo al 7’ aveva addirittura la chance di portarsi in vantaggio, ma Fava, ben imbeccato da un lancio di Carrer, a tu per tu con Izzo non riusciva a centrare la porta. Quando Caldato nei minuti successivi graziava, stavolta su azione, nuovamente la retroguardia di Salgarella, i padroni di casa provavano ad annusare l’impresa e riuscivano a schiacciare la Rovere per più di qualche minuto nella propria metà campo senza tuttavia creare pericoli se non su calcio da fermo; ma la bella punizione di Di Stefano veniva deviata da Izzo con una bellissima parata. 4’ dopo però lo stesso Di Stefano causava il secondo rigore e il Meolo, obbligato dalla reazione rabbiosa della Rovere a difendersi, non riusciva più a ripartire. Anzi, rischiava un paio di volte di subire il gol che l’avrebbe condannato alla sconfitta.
Sconfitta che, sul piano delle occasioni e anche su quello del gioco avrebbe anche meritato. La Rovere infatti ha avuto un sostanziale predominio del campo, del possesso palla e soprattutto delle opportunità da rete. E l’incapacità di sfruttarle è stata la chiave di questo match. Nel primo tempo i rosanero hanno proposto un gioco palla a terra ed in verticale orchestrato dal capitano Baccini e impreziosito dalle sponde di Caldato e Vettori che aprivano gli spazi per gli inserimenti da dietro dei laterali Leopizzi e Cocchetto. Era proprio Leopizzi a fallire la prima palla gol al 31’ quando, ben lanciato da Baccini, non riusciva a superare Cestaro in uscita trascinandosi il pallone sul fondo.
A parte questa occasione però la Rovere non riusciva a costruire altre occasioni nitide nei primi 45’. Merito soprattutto della difesa del Meolo, che non lasciava spazi ai temuti attaccanti avversari. Nella ripresa la Rovere partiva subito forte, si guadagnava il primo rigore al 3’ e sprecava un’altra clamorosa chance ancora con Caldato che, servito in area da Vettori, dribblava il portiere ma concludeva debolmente verso la porta, permettendo così a Di Stefano di compiere un incredibile salvataggio sulla linea.
Forse scoraggiati da queste occasioni mancate, gli ospiti nei minuti successivi calavano d’intensità lasciando il pallino del gioco agli avversari, limitandosi a colpire in contropiede. Marcon cercava di rivitalizzare i suoi con un paio di cambi e spostando Vettori sulla linea dei centrocampisti con l’inserimento di Rizzo al fianco di Caldato. Le mosse funzionavano e la Rovere con il passare dei minuti ricominciava a giocare e a creare, ma il rigore sprecato da Carrer faceva calare il sipario su una partita davvero stregata per i rosanero. La vittoria era a portata di mano, ma quei maledetti 11 metri non hanno consentito alla Rovere di centrarla.
Scritto da ZZZ ZZZ il 02/04/2012













