Il dg Natalino Trentin: "Suseganese, un progetto nato 4 anni fa"

Quando quest’anno ci è capitato di intervistare un dirigente o un allenatore di una squadra del girone P di Seconda Categoria, la frase più gettonata ogni qualvolta la domanda verteva sull’andamento del campionato è stata questa: “Faccio i complimenti alla Suseganese, che sta disputando un campionato a parte”. Frase questa che sembra apparentemente scontata e retorica. Ma se tutti han voluto sottolineare questo dominio una spiegazione c’è, e va ben oltre le fredde cifre della classifica, che vede la Suseganese prima e già vincitrice del campionato con due giornate di anticipo. Crediamo infatti che le altre formazioni nutrano un grande rispetto verso questa realtà, considerata da tutti come un esempio da seguire e imitare. Merito di una squadra fortissima, ma anche se non soprattutto di una società seria, che quattro anni fa ha iniziato un progetto, ha avuto la pazienza di coltivarlo e vederlo crescere e, ora che è arrivato il risultato più importante, può godersi appieno il suo compimento. Una delle persone più adatte per celebrare il successo e descriverci come è maturato è il direttore generale Natalino Trentin (nella foto).
Direttore, innanzitutto complimenti per la meritatissima vittoria del campionato. A pochi giorni di distanza dal trionfo quali sono le sue sensazioni e le sue emozioni?
“Sto vivendo una grande gioia. Sono davvero orgoglioso, perché abbiamo iniziato un progetto quattro anni fa, e con costanza e perseveranza siamo riusciti ora a raccoglierne i frutti. Tutti, dal presidente all’allenatore ai giocatori, sono sempre stati uniti e umanamente coinvolti nell’ottenere i risultati che ci eravamo prefissati. Si è creato un gruppo unico, che ora è arrivato all’apice. Ma che non si vuole fermare.”
La Suseganese ha davvero disputato un campionato a sé quest’anno. Al di là di ciò che dice la classifica, è stato così facile per voi vincere il girone?
“Bella domanda. Per la classifica no, perché nessun traguardo può mai dirsi raggiunto finchè non lo dice l’aritmetica, ragion per cui abbiamo sempre dovuto mantenere alta la tensione per arrivare alla conquista dell’obiettivo. Per il gioco invece direi di sì: la Suseganese infatti ha giocato meglio a calcio di qualunque altra squadra quest’anno perché ha una sua identità, frutto di un lavoro sviluppatosi negli anni che ha il suo punto cardine nel cercare sempre, e quando dico sempre intendo dal 1’ al 90’, la manovra palla a terra. Questa filosofia ha avuto un peso specifico enorme sulla vittoria del campionato.”
Se prima dell’inizio della stagione le avessero detto che la Suseganese avrebbe disputato una stagione così, lei ci avrebbe creduto?
“Sinceramente no. Visto anche che lo scorso anno ci salvammo all’ultimo minuto dell’ultima giornata, eravamo partiti ad ottobre con l’obiettivo dichiarato di non retrocedere. Però sotto sotto sapevamo di avere un gruppo di grande valore, quindi speravamo di riuscire ad entrare nei play- off. Poi la nostra grande unione, e anche un po’ di fortuna, ci hanno aiutato a prendere sempre più fiducia e a renderci una corazzata.”
Cosa l’ha sorpresa maggiormente dunque quest’anno della sua squadra?
“La mentalità. Tutti, nessuno escluso, ci hanno creduto sempre. Chiunque ha lavorato sodo, senza mai tirar fuori scuse quando magari c’era qualcosa che non andava per il verso giusto.”
Parlando invece del campo, qual è stata secondo lei la grande forza della Suseganese quest’anno?Anche se, guardando le cifre, la risposta a questa domanda ci sembra scontata…
“Perché, secondo lei qual è?”
Esaminando le statistiche emerge in maniera inconfutabile che quest’anno il vostro punto forte è stato l’attacco, visto che finora avete segnato 70 reti. Secondo lei invece?
“Io vado in controtendenza. E dico che se siamo riusciti a vincere il campionato gran parte del merito è stato della difesa. Non tanto per il numero di gol subiti, ma soprattutto perché spesso siamo stati costretti, per colpa di infortuni e squalifiche varie, a cambiare configurazione e uomini a quel reparto; ma tutti color che sono stati chiamati in causa hanno sempre fatto il loro dovere in maniera egregia. D’accordo che l’attacco ha realizzato un numero di gol impressionante, ma senza una solidità difensiva non andavamo da nessuna parte.”
Trentin, ora siete in Prima Categoria. Con questa squadra che obiettivi ritiene ci si possa prefissare per l’anno prossimo?
“Quest’estate faremo qualche acquisto mirato in previsione della stagione che comincerà ad ottobre. Non ritengo la nostra rosa inadeguata, anzi, ma penso che ogni anno bisogna cambiare qualcosa, perché se no sarebbe come vivere sempre la stessa avventura. Lotteremo fino all’ultimo e ci salveremo all’ultima giornata, questo è il mio pronostico.”
Noi non ci crediamo più di tanto. Anche quest’anno, a sentire le parole di Trentin, l’obiettivo era la salvezza…Una cosa però è certa: qualunque società, di Seconda Categoria e non, se vuole iniziare un ciclo, dovrebbe prendere come modello il progetto Suseganese.
Scritto da ZZZ ZZZ il 02/05/2012













