PIOVE: giocare o non giocare? Questione di età...

Le motivazioni che spingono a sospendere i campionati sono diverse e possono essere condivise o meno. Monitorare tutti i campi del Veneto non è facile, e prendere la decisione giusta è impossibile: ci sarà sempre qualcuno che si lamenta, sia che si decida per la sospensione o meno, per cui anche i commenti che si leggono nei siti d’informazione, nei blog e nei social network, sono sempre contrastanti tra di loro.
Al di là delle considerazioni sulla situazione dei campi e le problematiche societarie che ormai conosciamo a memoria, c’è una componente curiosa: quello che accomuna molte opinioni è l’età. Non si può fare una distinzione netta e c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, ma è molto divertente seguire le varie battute tra quello verso i quaranta che piuttosto di farsi una domenica al centro commerciale con la moglie, andrebbe a giocare anche con il campo innevato o sotto una tempesta, e quello sui venti che “festaaaaaaaaaaa”, quasi che un sabato sera senza il pensiero della partita e l’osservanza di un certo contegno, fosse premonizione di chissà quale felicità.
Poi ci sono i nostalgici, quelli del fango vero, quelli che pare abbiano giocato anche sui campi di pietra da quanto la raccontano grande, e quelli che per salvaguardare l’incolumità dell’atleta dicono che basta asciugarsi bene i capelli. Allora si va di botta e risposta e i meno giovani hanno sempre tanti “Mi piace”, perché parlano di un calcio emozionale, quello dei duri che non mollano, quelli che “il calcio prima di tutto”, passione pura e apostrofano i giovani d’oggi sempre con le solite “mezze” parole.
Di tutta risposta i giovani affondano sul personale, definendoli quelli che gli ormoni se li son persi per strada andando all’allenamento, o quelli che se non mangiano bene a casa non rompano i cinesini a chi un pallone non fa lo stesso effetto delle patate...fritte del Mc Donald.
Alla fin fine comunque la pioggia è una bella questione generazionale, è così simpatico leggere che basta un po’ d’acqua per inorgoglire gli animi della memoria, sempre piacevoli aneddoti e piccole soddisfazioni di un calcio e di una passione, se pur non per colpa certo dei giovani, purtroppo non c’è più.
Piove sempre sul bagnato.
Scritto da ZZZ ZZZ il 19/01/2014

