Calcio al setaccio. Sulle panche regionali nessun "big" ha resistito
In serie D il solo Stefano Manfioletti è lì al suo posto da 20 anni, al DAG...
Vai alla galleriaNella foto: Stefano Manfioletti (ex Arco Trento) mister del DAG...
La galleria: mister Tony Pistis e Bruno Pistolato usciti da un paio di stagioni; Sandro Gallina e Domenico Del Puppo impegnati lo scorso anno nei tornei minori. Gli altri?
Il calcio di vent’anni fa, chi lo dirigeva? Chi erano gli “istrioni” che dalla panchina si sbracciavano e indicavano i tempi e le mosse tattiche per indirizzare la gara al miglior verdetto? I nomi che tornano a galla, per non fare qualche passo indietro, oltre ad aver respirato l’aria del professionistico, sapevano trasmettere il rispetto, cosa voleva dire “ fame di risultato” e inculcare il carattere e il carisma. Il mondo del pallone col passare degli anni si è rivelato un setaccio inesorabile, partendo dalla serie D. Gli allenatori che dopo quattro lustri ancora si vedono sui campi, sono rimasti veramente pochi.
Dalla stagione 1999-2000 che scandì l’arrivo del nuovo millennio, sulle panchine dell’Interregionale alla “prima” del 26 settembre ’99 a oggi è rimasto un solo mister: Stefano Manfioletti allora trainer dell’Arco Trento, oggi sulla panchina del Dro Alto Garda. In quell’annata la condizione tecnica era puntata sul locale. Il ChioggiaSottomarina era diretto da mister Rossetti, il Martellago era affidato a Sandro Perini, il Bassano a Paolo Favaretto (oggi alla Primavera del Pordenone), il Thiene/Valdagno a mr. Ennio Dal Bianco, il Portogruarosummaga a Enzo Piccoli, la Pievigina contava sulla condizione di Andrea Manzo, Il S. Lucia di Piave sul compianto Ennio Gazzetta. Il Sudtirol e il Pordenone erano allenati di due trainer saliti nel tempo in fascia “pro” come “Beppe” Sannino e Bruno Tedino. Le friulane Pro Goriza, Itala S. Marco e Sanvitese avevano come nocchieri: mr. Portelli, il gentlemen che non c’è più, Agostino Moretto, mentre i “fraticelli” del Tagliamento avevano al timone il veneziano Agostino Flaborea. Il Montecchio Maggiore e l’Arzignano affidarono la regia a mister Viviani e al collega Nicolè. Le polesane Rovigo e Adriese affidarono la panchina a mr. Scabin e Monti.
Anche nel massimo torno regionale, l’Eccellenza, il tempo ha cancellato o indirizzato al pensionamento tanti protagonisti. Una stagione ’99-2000 che mosse i primi passi con il derby Conegliano-La Marenese (1-1, gol di Costoli e Doratiotto). Sulla panca del Conegliano 1907 sedeva Mauro Nobile arrivato da La Marenese dove prese posto Valter Frandoli. Il Bessica allora sulla cresta dell’onda affidò le redini a mister Giacomazzo. La Vigontina contava sull’esperienza di Bruno Pistolato (ha chiuso lo scorso anno); la Miranese era diretta da Paolo Bottacin, la Piombinese da mr. Marchesin. Allora c’era il Monte (il Montebelluna stazionava in Prima categoria) con al timone Sandro Gallina. La Feltrese/Sedico si affidò a Rinaldo Cavasin, la Luparense a mr. Fasolato,all’ Union Quinto sedeva Michielin, Il Reschigliano contava su Pasinato, l’Opitergina era governata dal grintoso e compianto Giordano Fiorin. Nel Villafranca Padovana il timone era affidato al polesano Rodighiero, Demetrio Cagnin era la guida del Nervesa, il Vittorio Veneto si affidò all’emergente Domenico Del Puppo, al Porto Viro svettava il navigato Sabbadin che al Lonigo incrociava mister Martinello. Mister Meneghini guidava il Casalserugo, Tony Pistis il Camisano Vicentino, mister Scanavin il Malo 08 e l’Abano era affidato a mister Bertocco. Come si può ben vedere allenatori (forse nauseati) che il calcio ha accantonato per fare spazio al nuovo che avanza.
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Scritto da Flavio Cipriani il 31/07/2019




