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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI    

Virus: firmato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri

Misure severissime a Padova, Treviso e Venezia dall'8 marzo al 3 aprile. A quanto pare lo sport, in queste tre province, è consentito solo ai professionisti (allenamenti compresi). Altrove permane la spinosa questione dell'obbligo dei controlli medici a carico delle società. Ma resta comunque il problema del divieto di ingresso/uscita a PD-TV-VE. Campionati regionali verso il blocco per almeno un mese

Nel corso della notte il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm (della cui bozza se ne è parlato ieri sera in un altro articolo) recante ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull'intero territorio nazionale. Per il testo completoclicca qui

Vincoli severissimi nelle province di Padova, Treviso e Venezia (e in altre zone del Nord Italia), dove sono state adottate in particolare le seguenti misure, valide dall'8 marzo al 3 aprile:

Art. 1, punto A) Evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all'interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. E' consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Art. 1, punto D) Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti professionisti e atleti di categoria assoluta che partecipano ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico. In tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano.

..........

Per quanto riguarda le altre 4 province del Veneto, che di fatto non possono più "interagire" con PD-TV-VE (e già questo dovrebbe causare il blocco per almeno un mese dei campionati regionali), a livello sportivo si stabilisce:

Art. 2, punto G) Sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato; resta comunque consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolti all'aperto ovvero all'interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Dunque nelle province di Belluno, Rovigo, Verona e Vicenza permane la situazione del precedente decreto (quello del 4 marzo), compresa la spinosa questione dei controlli medici a carico delle società, che aveva causato il rinvio del turno di campionato di questo weekend. Si era detto che un chiarimento ufficiale dovrebbe arrivare domani (lunedì). Nel caso il dilemma si risolvesse in stile Comitato di Trento (secondo il quale il vincolo riguarda solo le società che hanno federalmente l'obbligo del medico), rimarrebbe comunque l'enorme problema del divieto di ingresso/uscita a Padova, Treviso e Venezia. Tre province nelle quali, se non abbiamo interpretato male il decreto, a livello dilettantistico non ci si potrà nemmeno allenare per un mese. In quali condizioni fisiche si ripartirebbe ad aprile? Senza dimenticare che, in un simile contesto generale, il calcio va posto in secondo piano rispetto alla salute, al lavoro e all'economia.

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  Scritto da Alberto Zamprogno il 08/03/2020
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