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Edizione provinciale di Bassano


Eurocalcio. La lettera di saluti di Giannantonio Tessarollo

Ormai ex responsabile del settore giovanile rossoblù

Lettera aperta alla famiglia Eurocalcio
di Giannantonio Tessarollo

Ci sono strade che ti portano lontano, viaggi da condividere con persone che stimi e incontri, lungo quelle stesse strade, che ti arricchiscono la vita. E tutto inizia sempre da un primo passo, uno di quelli che sembrano uguali agli altri ma che, invece, cambiano la traiettoria della tua felicità. La mia storia all’Eurocalcio nasce più o meno così, da un semplice passo fatto dopo una stagione difficile.

Era il 2015/2016, avevo deciso di prendermi un anno di pausa come allenatore per una mancanza di stimoli dovuta a diverse motivazioni, iniziando soprattutto dal fatto che non riuscivo più a divertirmi. Questo è il motivo che ritengo ancora oggi più importante ed essenziale per allenare: farlo col sorriso e con la voglia di sorridere. Venni contattato da Riccardo Cecchin, allora responsabile del Settore Giovanile dell’Eurocalcio (approfitto per ringraziarlo pubblicamente), il quale mi chiese di subentrare a stagione in corso per allenare la squadra Juniores Elite. Accettai. Feci quel passo, quello che sembrava uguale a tanti altri ma che, invece, segnò l’inizio di una lunga storia di calcio, passione e amicizia. Quell’anno riuscimmo addirittura a vincere il campionato e sfidammo il vincitore dell’altro girone per poter accedere alle fasi nazionali.

Finita la stagione, Cecchin decise di lasciare la società Eurocalcio e mi venne chiesto di intraprendere una nuova esperienza proprio come Responsabile del Settore Giovanile. Accettai e per me fu un’avventura nuova, uno stimolo in più, una responsabilità e un orgoglio, in quanto la cantera dell’Eurocalcio non è seconda a nessuno in Veneto e nel Vicentino.

Il mio obiettivo principale è stato fin da subito quello di riuscire a mantenere tutte le categorie Elite nelle stagioni successive con regolarità. Sono felice di poter affermare di esserci riuscito. Ma il vero motivo di soddisfazione, che va al di là delle classifiche e dei risultati, è stato quello di veder crescere i “miei” ragazzi e di aver contribuito a far sì che tanti di loro approdassero in Prima Squadra. Come è naturale che sia, non ci sono state solo gioie ma anche qualche rimpianto. Confesso che il mio rammarico è quello di non essere riuscito a raggiungere un altro obiettivo ambizioso ma, senza dubbio, alla portata: dare la possibilità a qualche nostro ragazzo di poter continuare la sua storia calcistica in una società professionistica. Mi piace pensare che presto arriverà quel momento e che, indipendentemente da dove sarò, mi sentirò felice e partecipe di questo ennesimo risultato a cui l’Eurocalcio può e deve ambire.
Lascio una famiglia, un gruppo di ragazzi che saranno capaci di continuare a sognare correndo dietro un pallone senza dimenticare mai di poter essere più veloci sia dei loro sogni che della palla, per arrivare dove vorranno.

Quelle strade, quei viaggi, quegli incontri tanto belli da essere durati quattro anni adesso mi hanno portato a nuove scelte. Ma il passato non si cancella, non si può cancellare e quindi lo custodirò fra i miei ricordi più cari. Nel concludere questa avventura voglio fare alcuni ringraziamenti.
Innanzitutto, ci tengo a ringraziare tutto il direttivo della società: in primis, il Presidente Stelio Carletto, il vicepresidente Ivan Viero e il D.S. Luca Bertollo con i quali ho condiviso molti successi con la Prima Squadra. Ringrazio tutti i dirigenti che ho avuto modo di conoscere e con cui ho lavorato, così come tutti i mister insieme ai quali ho condiviso tante soddisfazioni sportive in questi anni, grazie ai quali ho avuto modo di crescere con loro attraverso un confronto costruttivo.

Rivolgo il mio grazie anche ad altre figure importanti come il mitico magazziniere Claudio, il nostro segretario “Giangio”, il grande addetto stampa Alex e l’insostituibile autista Michela.
L’ultimo ringraziamento (ma non per questo il meno importante) va a loro, a tutti i ragazzi con i quali ho avuto modo di vivere tante avventure e soddisfazioni sportive, anche grazie alla presenza dei loro genitori.

(lettera pubblicata sulla pagina Facebook dell'Eurocalcio)

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  Scritto da Redazione Venetogol il 08/05/2020
 

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