Eccellenza. Giorgione: due chiacchiere con il mister Stefano Esposito

Con l’inizio della nuova stagione calcistica, l'ufficio stampa del Giorgione ha pensato di fare due chiacchiere con il mister Stefano Esposito (nella foto), che, dopo la parentesi che aveva riportato il Giorgione in Serie D e aver vinto il titolo di Campioni d’Italia nel 2018 con gli Allievi, è tornato l'anno scorso alla guida della prima squadra in Eccellenza.
Mister Esposito, secondo anno alla guida della prima squadra in questo nuovo ciclo, quali sono le principali modifiche o differenze tra il Giorgione di quest’anno e quello dell’anno scorso (che a nostro avviso ha disputato un buon campionato purtroppo mutilato a causa dell’emergenza Covid)?
"Se confrontiamo i nomi tra le due squadre possiamo notare che in gran parte la squadra è quella dell’anno scorso arricchita di qualche buon innesto, più che di modifiche o differenze all’interno della rosa o in campo, possiamo dire che i ragazzi stanno progredendo nell’assimilare i principi ed il modo di interpretare il calcio che abbiamo io ed il mio staff. Come già detto in altre interviste, noi adottiamo un metodo di allenamento e di filosofia calcistica molto più europea che tipicamente italiana. Con la partenza quest’estate di due partner, dei quali uno storico (Gert Remmel), che tanto hanno contribuito nella formazione della squadra dell’anno scorso, non ho voluto abbandonare il mio progetto innovativo di lavoro e in accordo con la Società sono riuscito a ricreare uno staff molto dinamico e con tanta voglia di crescere assieme, magari con collaboratori con caratteristiche diverse, ma con le stesse basi ed idee con cui lavorare. Quindi non è che la squadra sia cambiata, la squadra sta solo progredendo in un percorso che deve portare i miei ragazzi a capire quali sono prima di tutto le loro capacità per riuscire a migliorare partita dopo partita".
E’ consuetudine dire che il girone A di Eccellenza sia più “fisico” mentre il girone B sia più tecnico. Quest’anno dopo un anno di esilio il Giorgione è tornato nel girone B, pensa che questo sia un bene o un male?
"Sono due gironi sicuramente con caratteristiche diverse, l’anno scorso era una girone con squadre che puntavano più sulla fisicità che sulla tecnica, quest’anno secondo le previsioni della vigilia il Giorgione è considerata una squadra di seconda fascia, appena dietro a: Portogruaro, San Donà e Portomansuè le favorite della vigilia, squadre che hanno sicuramente investito molto nella composizione delle rispettive rose e che possono vantare giocatori di maggiore esperienza. Questo, comunque, nulla toglie ai miei ragazzi che anche l’anno scorso sono partiti a fari spenti riuscendo poi anche a conquistare la vetta con ben 7 vittorie consecutive! Anche quest'anno stiamo lavorando per puntare il più alto possibile: già l’anno scorso prima della pausa forzata eravamo in piena zona play-off".
Dopo le due goleade in Coppa Italia, forse nella prima di campionato in casa contro il Careni Pievigina (finita 1 a 1) i tifosi si aspettavano qualcosa di più, cosa ci è mancato?
"Prima di rispondere a questa domanda voglio premettere una cosa: non mi piacciono gli alibi! Quindi se i tre punti non sono arrivati la colpa è nostra, punto e basta. Penso che comunque i miei ragazzi vista anche la giovane età media (neanche 22 anni) abbiano fatto una gara pieno d'impegno ma che, come spesso dico a loro, non basta per ottenere qualcosa di importante. Ci è sicuramente dispiaciuto che, davanti al nostro pubblico, abbiamo avuto la predominanza sul possesso di palla, riuscendo a neutralizzare anche le poche sortite in avanti degli avversari , ma ci è mancato il gol della vittoria, che avremmo dovuto cercare con più determinazione, senza fermarsi agli episodi dubbi in area. Mi auguro comunque che il pubblico venga al comunale sempre più numeroso a sostenere questi ragazzi che continuano a tenere in alto il nome della loro città".
Quanto il problema Covid può incidere sull'andamento della squadra e del campionato?
"Difficile rispondere a questa domanda, il problema Covid non riguarda solo il calcio o lo sport, è un problema che interessa tutta la società. Noi ce la mettiamo tutta per lavorare in sicurezza ed in perfetta sintonia con le norme anticovid previste dalla LND, spero sinceramente che questo sia sufficiente per proseguire la stagione con una certa serenità, ma purtroppo non sappiamo fino a quando dobbiamo vivere con questa spada di Damocle sulla testa, inutile dire che se disgraziatamente un solo giocatore o componente dello staff dovesse risultare positivo qui si blocca tutto, questo può disgraziatamente succedere a noi come ad un’altra squadra del girone, compromettendo come già successo l’anno scorso mesi di lavoro finiti inesorabilmente al vento. Io comunque voglio essere "positivo" e pensare che quest’anno tutto vada per il meglio".
Vujadin Boskov diceva: "Nel Calcio c’è una legge contro gli allenatori, i giocatori vincono gli allenatori perdono", pensa che questa affermazione sia giusta?
"Confermo, il lavoro che io ed i miei collaboratori facciamo si svolge dal lunedì al sabato molto spesso lontano dal pubblico che di domenica viene alla stadio, a noi spetta il compito di preparare al meglio i giocatori che alla domenica scenderanno in campo, diciamo che durante la settimana e nei mesi di allenamento a noi spetta il compito di preparare lo zaino al cui interno loro possono trovare tutto il necessario per affrontare una partita di calcio. Alla fine sono i giocatori che scendono in campo e sta a loro giocare e divertirsi per cercare di vincere la partita facendo tesoro di quello che gli abbiamo trasmesso".
Ufficio stampa Giorgione
Scritto da Redazione Venetogol il 06/10/2020













