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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI AMATORI    

Edizione provinciale di San Dona'


Protocollo ripresa. La sostenibilità secondo il Portogruaro femminile

La Serie C donne (campionato nazionale gestito dalla LND e composto anche da piccole realtà di provincia) con molti sforzi sta giocando regolarmente usando il protocollo della D maschile, che potrebbe essere adottato dall'Eccellenza in caso di ripartenza

Ottenuto in via ufficiosa il riconoscimento di “interesse nazionale” del campionato, il prossimo passo per l’Eccellenza sarà il Consiglio federale (in programma probabilmente la prossima settimana) nel quale si parlerà anche e soprattutto del protocollo da adottare in caso di ripartenza. Tema caldo, viste le problematiche sia economiche che logistiche. Da analizzare poi il format.

Per avere un’idea di come funzionano le cose in un altro campionato di carattere nazionale gestito dalla Lnd, abbiamo parlato con Giorgio Furlanis (nella foto), vicepresidente e responsabile del Calcio femminile Portogruaro in Serie C. Un campionato composto anche da realtà di provincia come Permac Vittorio Veneto e Le Torri di Quartesolo.

“In sostanza utilizziamo il protocollo adottato anche in Serie D maschile. Le ragazze vivono in "bolla" durante la settimana, si fanno i tamponi a 48 ore o massimo 72 dall’inizio della gara, e se una calciatrice è positiva viene isolata, mentre le altre continuano a giocare. Se ci sono più di tre positive si può rinviare la partita, a meno che non si tratti di portieri o altre situazioni particolari”.

Bene o male la Serie C femminile gioca regolarmente senza troppi rinvii. State facendo i salti mortali, o è alla portata?
“Premetto che siamo obbligati a giocare per evitare la retrocessione d’ufficio. Lo facciamo con costi folli, sperando che alla fine la Federazione ci dia un contributo. È già certo invece l’aiuto economico per la D maschile”.

A quanto ammontano le spese per i tamponi?
“Ogni settimana Federlab – il laboratorio convenzionato con la Lnd – viene a Portogruaro per effettuare i test, che ammontano a circa 300 euro a partita. Quindi ogni mese 1.200 euro solo di tamponi, e a fine campionato la stima è di 6.000 euro”.

Visto il carico di lavoro per Federlab, si sono verificati imprevisti con conseguente posticipo dell’appuntamento per i tamponi?
“Sì, è accaduto. Infatti per alcune partite li abbiamo fatti al sabato o alla domenica mattina. Entro un’ora Federlab rende noto l’esito. Su 36 atlete, ne abbiamo una quindicina che lavorano: dopo improvvisi cambiamenti di programma riguardo il momento dei tamponi, accade magari che una giocatrice debba poi effettuarlo privatamente, con un costo triplo essendo fuori dalla convenzione. L’esito viene successivamente inviato alla Federazione”.

Oltre ai tamponi, quali altre problematiche affrontate?
“Ad esempio, ci sono dei costi superiori sui trasporti per le trasferte. Nonostante la squadra sia tamponata e negativa al Covid, per legge è infatti necessario viaggiare con un pullman al 50% della capienza. Quindi invece di usare un pulmino, ne serve uno più grande e costoso. Inoltre le atlete che hanno superato il Covid sono chiamate a fermarsi per un mese, per poi rifare le visite mediche, alcune costose”.

Secondo lei, che ben conosce anche il Portogruaro maschile, una ripartenza a breve dell’Eccellenza è fattibile?
“Una volta ufficializzato nero su bianco l’interesse nazionale dell’Eccellenza (il Coni ieri si è sbilanciato positivamente sulla richiesta della Figc e ormai non ci sono dubbi, ndr), ritengo che si possa tornare ad allenarsi in gruppo, applicando però il protocollo della Serie D maschile, cioè il nostro, o comunque quello che eventualmente verrà predisposto dalla Figc. Prima di giocare le partite, sarà comunque necessario un mese di preparazione”.

Se tra pochi giorni arrivasse il via libera agli allenamenti di gruppo, secondo lei sarebbe facile per le società di Eccellenza abituarsi velocemente al "nuovo" protocollo?
“Penso di sì, perché bene o male quasi tutte le società di Eccellenza avranno già letto quel protocollo. Sicuramente una volta che si parte, ci si comporterà in modo diverso rispetto a prima. Il problema principale restano comunque i costi e i tamponi. Stando alle conference call a cui ho assistito anch’io per il Portogruaro maschile, solo la metà delle società di Eccellenza sarebbe disposta a proseguire. Resta da capire quanti adesso siano in grado di continuare l’attività da un punto di vista finanziario, complici i moltissimi sponsor che si sono tirati indietro per quest’anno, vista la crisi. Senza dimenticare che in Eccellenza spesso ci sono dei rimborsi importanti e serve una base alle spalle, in C femminile invece queste uscite sono più contenute”.

Cosa la preoccupa per il prosieguo della stagione?
“Occorre fare attenzione alla situazione sanitaria delle prossime settimane, viste le varianti del virus. Ad esempio in C femminile alcune gare in Alto Adige sono state rinviate, trovandosi in zona rossa. Se l’allarme si alzerà, non sarà facile dare l’ok per far ripartire l’Eccellenza, ma in quel caso potrebbe rischiare lo stop anche la Serie D maschile”.

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  Scritto da Alberto Zamprogno il 25/02/2021
 

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