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Patrick Pitton (CRV): riflessioni e prospettive sul calcio giovanile

"Stiamo lavorando senza sosta per trovare soluzioni"

Patrick Pitton (nella foto), vicepresidente vicario del Comitato regionale Veneto, ha pubblicato su Facebook una riflessione sulla situazione del calcio dilettantistico e soprattutto giovanile. Ecco il suo messaggio:

"I social sono uno strumento che amplifica libertà e informazione ma al tempo stesso anche fake news, frustrazione e risentimento. Comunicare è importante, esserci è un dovere ma sono proprio i rapporti sociali, i contatti di persona, ad essere stati fortemente limitati da oltre un anno. Ecco che tutta quella serie di occasioni per dimostrare coi fatti e con le parole la vicinanza ai presidenti delle società, ai dirigenti, ai collaboratori, ai ragazzi ed alle famiglie sono state “confinate” sul web. Invece il mondo dei nostri dilettanti, del nostro calcio, è fortemente ancorato al “contatto”, al fattore umano. Per questo motivo cerco sempre di rispondere a tutti quelli che mi chiamano o che mi scrivono, ma evito di polemizzare sui social proprio perché quell’amplificatore potrebbe trasformare il senso di una frase e dar vita a fraintendimenti. Tuttavia, come dicevo, comunicare è importante ed esserci è un dovere: non per giustificare, non per spiegare ma per crescere e per confrontarsi in maniera costruttiva. Proviamo a farlo, insieme?

Leggo e vedo il dito di tanti (forse troppi) puntato contro il calcio perché sarebbe l’unica attività a non essere ripartita. Spero che chi scrive o dice queste cose non abbia figli, perché altrimenti basterebbe guardare cosa sono costretti a fare i nostri ragazzi pur di continuare a studiare: DAD, didattica a distanza, lezioni sul computer, niente laboratori, niente attività pratiche… La scuola è ferma e lo è stata anche l’anno scorso. Questo è il vero dramma di un’intera generazione che sarà il futuro di tutti noi: ragazzi apatici, collegati tra loro con mille strumenti elettronici ma fondamentalmente isolati. Un dramma culturale, etico e umano… anzi, DISUMANO!

È vero, il calcio giovanile è fermo ma noi non lo siamo. Come ho già detto in altre occasioni, tutti noi abbiamo un debito nei confronti dei ragazzi e dei bambini e questo debito vogliamo onorarlo al meglio. Stiamo lavorando senza sosta per trovare soluzioni e non per creare nuovi problemi: mi rendo conto che sia difficile accentarlo o capirlo, ma la realtà dei fatti è questa anche se non viene sbandierata giornalmente. Il perché è semplice: viviamo nella precarietà e tutto ciò che avrebbe un senso oggi, potrebbe essere smentito domani dall’evoluzione della pandemia, dai provvedimenti del Governo, dai Dpcm, dal colore delle Regioni, dal Comitato Tecnico Scientifico e dagli organi che sovrintendono il mondo dello Sport.

Una cosa è certa: noi non ci siamo dimenticati dei più piccoli, non abbiamo abbandonato i nostri ragazzi e non abbiamo nessuna intenzione di farlo. Sarebbe un errore imperdonabile, soprattutto per le nostre coscienze.

Il Settore Giovanile ripartirà, nei tempi e nei modi più opportuni. Il nostro impegno in tal senso è indirizzato verso una riapertura degli allenamenti di gruppo con utilizzo degli spogliatoi, l’organizzazione di tornei nei mesi primaverili o estivi con un protocollo adeguato alle misure di contenimento alla diffusione del Covid-19 ed eventuali tamponi. Ripartiremo e ripartirà la passione, la speranza, la voglia di vivere il calcio come metafora della vita. Non è facile dover aspettare ma non è neanche possibile continuare a fare paragoni con altre realtà che hanno altri numeri e altri ordini di grandezza. Penso al basket, al volley o al rugby: sport nobili, discipline straordinarie ma nemmeno lontanamente paragonabili con la mole di tesserati che annovera il calcio. Noi seguiamo le regole, per dare un esempio e per far capire che certe cose vanno fatte perché l’interesse generale deve prevalere su quello individuale.

Errori se ne fanno, ne abbiamo fatti anche noi, ma chi può dire di essere infallibile?

Bene, non ho visto nessuna pietra scagliata da presunti innocenti, quindi forse siete d’accordo con me.

Il Comitato Regionale Veneto è subordinato in molti aspetti alle decisioni di altri organi o enti, ma è anche vero che è giunta l’ora di far sentire la voce delle nostre Società con l’autorevolezza e la gentilezza che solo il nostro Presidente Bepi Ruzza sa sfoderare in questi frangenti.

Intanto continuiamo a lavorare anche al blocco delle annate ed a rivedere la prematura decisione della Lnd di chiudere le sedi periferiche fino al 30 giugno.

Ripartiremo perché lo vogliamo… tutti? Spero di sì. Noi, certamente".

Patrick Pitton
vice presidente vicario CRV

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  Scritto da Redazione Venetogol il 27/03/2021
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