Intervista ad Andrea Boscolo, nuovo tecnico dello Zero Branco in Prima
E' in panchina da due partite dopo le dimissioni di Daniel Cappellazzo

Lo Zero Branco da due partite ha in panchina un nuovo allenatore: si tratta di Andrea Boscolo (foto) che ha preso il posto del dimissionario Daniel Cappellazzo a cui vanno i ringraziamenti della società per il lavoro svolto con il massimo impegno nonostante i risultati deficitari.
Boscolo, classe ‘74, ha un lunghissimo curriculum da ex centrocampista fra cui spicca la tripla promozione consecutiva dalla Serie D alla Serie B con il Treviso delle meraviglie allenato da Bepi Pillon.
Da allenatore invece ha guidato Ponzano e Lovispresiano e adesso è pronto per la nuova avventura a Zero Branco con il chiaro obiettivo di salvare la squadra ancorata per ora all’ultimo posto in classifica.
Mister hai avuto un esordio tutt’altro che semplice dovendo affrontare le prime due della classe Salvatronda e Campigo. Nonostante le sconfitte che impressione ti ha fatto la squadra?
«Abbiamo iniziato con due squadre di alta classifica si in effetti. La prima partita contro il Salvatronda pur andati sotto di due gol l’avevamo recuperata sul 2 a 2 ma poi due palle inattive (punizione e rigore) ci hanno condannato alla sconfitta. Anche contro il Campigo abbiamo fatto a tratti bene passando anche in vantaggio ma poi abbiamo pagato a caro prezzo alcune disattenzioni difensive. Ho visto cose buone però solo a tratti, dobbiamo riuscire ad avere continuità per tutta la partita evitando quelle distrazioni che fin qui ci hanno sempre condannato».
Hai trovato una squadra giù di morale vista la situazione di classifica?
«Assolutamente no, ho trovato invece una squadra viva. Non sono venuto in vacanza anche perché adesso comincia il freddo… Sono venuto qua per rialzare la squadra in classifica. Spero che l’attenzione sia massima anche contro le squadre alla portata, nella situazione in cui siamo non possiamo prendere sottogamba nessun avversario. Le prossime due partite contro Savio e Rio devono essere le partite della svolta».
Qual è il tuo modulo di gioco di riferimento?
«A me piace giocare con il 4-3-3 anche se poi nel corso delle prime due partite ho usato anche il 4-4-2. Moduli a parte servono la voglia, la determinazione, l’intensità e l’attenzione per fare la differenza. Se avremo queste caratteristiche potremo rialzarci, se invece iniziamo a guardare chi ha sbagliato senza prenderci le nostre colpe allora non andremo da nessuna parte».
Ufficio stampa Zero Branco
Scritto da Redazione Venetogol il 09/11/2022













