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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI    

Edizione provinciale di Treviso


In cerca di futuro prestigioso: il Treviso vuole tornare tra le grandi

Il ritorno tra i professionisti dopo tredici anni di attesa non rappresenta un punto d’arrivo per il Treviso, ma l’inizio di una nuova fase. La promozione conquistata al termine della scorsa stagione ha restituito alla città una categoria più adatta alla sua storia e ha permesso alla società biancoceleste di accelerare un percorso già avviato da tempo.

Il primo obiettivo resta naturalmente quello di consolidarsi in Serie C, un campionato nel quale esperienza, profondità della rosa e continuità hanno spesso un peso superiore ai proclami estivi. Dietro la necessaria prudenza, però, si intravede un’ambizione più ampia: riportare progressivamente il Treviso verso categorie superiori, costruendo una struttura in grado di durare e non soltanto una squadra capace di ottenere risultati nell’immediato.

Il ritorno tra i professionisti dopo tredici anni

La promozione ha chiuso un lungo periodo trascorso lontano dal calcio professionistico. Per una società che nella propria storia ha disputato anche la Serie A e numerosi campionati di Serie B, la partecipazione alla Serie C assume un valore che va oltre la semplice dimensione sportiva.

Il Treviso è tornato a confrontarsi con società organizzate, piazze prestigiose e squadre costruite per puntare direttamente alla promozione. Il salto dalla Serie D alla terza categoria nazionale comporta un cambiamento evidente sotto ogni punto di vista: aumentano la qualità tecnica degli avversari, l’intensità delle partite, gli impegni organizzativi e la necessità di disporre di alternative affidabili in ogni reparto.

La società presieduta da Alessandro Botter ha scelto di affrontare questa trasformazione senza rinnegare il lavoro svolto nella stagione della promozione. La conferma di Edoardo Gorini in panchina è stata il segnale più chiaro della volontà di dare continuità al progetto. Il tecnico conosce l’ambiente, ha già lavorato nel calcio professionistico e può contare sulla fiducia costruita attraverso i risultati.

Gorini e la ricerca di un’identità precisa

Il Treviso delle prime giornate ha mostrato una fisionomia riconoscibile. La squadra prova a essere ordinata, compatta e aggressiva, senza rinunciare alla costruzione del gioco. Il passaggio in Serie C ha inevitabilmente richiesto qualche adattamento, ma il gruppo ha dimostrato di possedere personalità e capacità di reazione.

Gorini ha cercato di mantenere un equilibrio tra la base della formazione promossa e i nuovi calciatori arrivati durante il mercato. Elementi come Robert Gucher, confermato capitano, garantiscono conoscenza del gioco ed esperienza, mentre innesti come Christian Tommasini, Erik Gerbi, Raphael Odogwu, Daniel Cappelletti, Luca Paganini e Alessio Vita hanno aumentato il livello complessivo della rosa.

Il mercato ha portato a Treviso calciatori abituati alle pressioni delle categorie professionistiche. Non si è trattato solamente di aggiungere nomi, ma di costruire un gruppo capace di affrontare situazioni differenti: partite da controllare, trasferte complicate, momenti di sofferenza e finali nei quali servono lucidità e carattere.

Parallelamente, il club sta lavorando per ampliare la propria struttura. Il rafforzamento dello scouting, l’attenzione al settore giovanile e la nascita di iniziative dedicate all’attività di base indicano una visione che non si limita alla prima squadra. Anche la gestione dei giovani può diventare una componente strategica, sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo della sostenibilità economica.

Un avvio difficile tra Coppa Italia e campionato

Nonostante il Treviso venga considerato come uno dei club potenzialmente più adatti alla qualificazione per i playoff secondo le quote e i pronostici di operatori come Marathonbet, Eurobet o Snai, per citarne alcuni, il primo contatto con il nuovo livello non è stato semplice. L’esordio ufficiale è coinciso con l’eliminazione nel primo turno della Coppa Italia di Serie C: la Dolomiti Bellunesi si è imposta per 1-0 a Feltre, nonostante una prestazione nella quale il Treviso aveva comunque mostrato segnali incoraggianti.

Anche il debutto in campionato ha prodotto una sconfitta. Sul campo del Trento, i biancocelesti sono passati in vantaggio con Odogwu, autore del primo gol trevigiano della stagione, ma hanno subito la rimonta dei padroni di casa. Il 2-1 è maturato soltanto nel finale, con la spettacolare rovesciata di Juan Ignacio Molina all’89’.

Il risultato non ha premiato il Treviso, ma la partita ha confermato che la squadra poteva competere nella nuova categoria. Per una neopromossa, riuscire a rimanere dentro una gara esterna fino agli ultimi minuti rappresentava già un’indicazione utile, anche se accompagnata dall’amarezza per un punto sfumato proprio nel finale.

La prima vittoria e il ritorno del Tenni nel professionismo

La reazione è arrivata nella seconda giornata, in occasione del ritorno della Serie C allo stadio Omobono Tenni. Contro il Lecco, il Treviso ha conquistato la prima vittoria stagionale grazie a un calcio di rigore trasformato da Erik Gerbi al 97’.

L’1-0 ha avuto un significato particolare. Non soltanto per i primi tre punti, ma anche per il modo in cui sono maturati: una partita equilibrata, con poche occasioni e decisa dalla capacità di crederci fino all’ultima azione. La Curva Sud piena ha inoltre restituito l’immagine di una città pronta a riavvicinarsi alla propria squadra.

Il legame con il territorio costituisce uno degli elementi centrali del progetto. I lavori di adeguamento del Tenni, completati in tempo per ottenere l’autorizzazione necessaria, hanno consentito al Treviso di vivere il ritorno tra i professionisti nella propria casa. Un passaggio tutt’altro che secondario, perché una squadra che vuole crescere ha bisogno di riconquistare pubblico, partecipazione e senso di appartenenza.

Continuità e carattere contro Alcione e Pro Vercelli

Dopo il successo sul Lecco, il Treviso ha ottenuto un punto sul campo dell’Alcione Milano. La formazione lombarda è passata in vantaggio con Rolfini, ma nella ripresa Cappelletti ha firmato il pareggio. L’1-1 di Seregno ha mostrato nuovamente la capacità dei biancocelesti di reagire a una situazione sfavorevole.

La crescita è proseguita nella partita casalinga contro la Pro Vercelli. Tommasini ha portato avanti il Treviso dopo appena nove secondi, coronando un avvio estremamente aggressivo. I piemontesi hanno trovato il pareggio nella ripresa con Boufandar, ma nel finale Ciuferri ha realizzato il gol del definitivo 2-1.

Quella contro la Pro Vercelli è stata probabilmente la prima vittoria capace di certificare la credibilità del nuovo Treviso. Di fronte a una società dalla grande tradizione, la squadra di Gorini ha prodotto gioco, ha saputo soffrire e ha trovato le energie per colpire nuovamente nei minuti conclusivi.

Il pareggio di Brescia come prova di maturità

La quinta giornata ha riservato al Treviso una delle trasferte più impegnative del girone, quella sul campo dell’Union Brescia, indicata tra le principali candidate alla promozione. Al Mario Rigamonti i biancocelesti hanno conquistato un prezioso 2-2, raggiungendo gli avversari nei minuti di recupero sia nel primo sia nel secondo tempo.

Tommaso Brevi ha risposto al primo vantaggio bresciano, mentre Maestrelli, al 94’, ha evitato la sconfitta con una conclusione arrivata sugli sviluppi di un cross di Gianluca Rossi. Il punto ottenuto a Brescia ha confermato una delle caratteristiche più evidenti di questo inizio di stagione: il Treviso non esce mentalmente dalle partite e continua a cercare il risultato fino all’ultima azione.

Dopo cinque giornate, il bilancio è di due vittorie, due pareggi e una sconfitta, per un totale di otto punti. I biancocelesti hanno segnato otto reti e ne hanno subite sei. Numeri positivi per una neopromossa, soprattutto considerando la difficoltà del calendario e la necessità di inserire numerosi nuovi calciatori.

Dalla salvezza alle ambizioni future

Parlare già di promozione sarebbe prematuro. La Serie C è un campionato lungo, imprevedibile e spesso deciso dalla continuità più che dai singoli momenti di entusiasmo. Il Treviso deve ancora migliorare nella gestione delle partite e nella capacità di evitare alcune disattenzioni difensive. Anche l’attacco, pur avendo già trovato diversi interpreti in gol, può crescere nella costruzione e nella finalizzazione delle occasioni.

L’avvio, tuttavia, offre basi incoraggianti. Il gruppo ha dimostrato di poter reggere l’urto della categoria, il mercato ha aumentato esperienza e alternative, mentre Gorini sembra avere già trasmesso alla squadra un’identità competitiva.

La strada verso le categorie superiori non può essere percorsa attraverso scorciatoie. Servono programmazione, investimenti, pubblico e una struttura societaria stabile. Il Treviso sembra aver compreso questa necessità: prima consolidarsi, poi alzare progressivamente l’asticella. Gli otto punti delle prime cinque giornate non autorizzano voli pindarici, ma raccontano che il ritorno tra i professionisti non è stato affrontato con timore. Il Treviso è tornato in Serie C per rimanerci e, nel tempo, provare a guardare ancora più in alto.

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  Scritto da Redazione Venetogol il 18/09/2026
 

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