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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI    

SERIE D: il Pordenone cade ancora. Union Quinto corsaro di misura...

Nella foto il gol annullato a Vidotto...

Pordenone. L’Union fa la forza (di gruppo…) e il Pordenone di Ermanno Tomei ruzzola sul pendente “cemento” del velodromo “Ottavio Bottecchia”. Per i nero-verdi, ora in piena bagarre “out”, è la seconda stecca casalinga post-Sacile (Belluno 0-3). Dopo tre successi pieni sui trevigiani, Sessolo & Co. si sono arresi davanti alle telecamere di Raisat giocando una gara priva di luce. Un messaggio che testimonia le difficoltà casalinghe manifestate dai “Ramarri del Noncello” incapaci di vincere a domicilio dal 12 dicembre 2010, un 3-0 rifilato nell’occasione all’Este. Per la prima intera, il Pordenone vede “sdoganato” il transfert dello sloveno Zoglar che va a infoltire la mediana rilevando l’esterno sinistro Ridolfi. Ermanno Tomei, un ex per il biennio trascorso alla guida dell’Union Quinto cambia la disposizione dell’undici a referto: a destra (basso) il trainer nero-verde schiera Sordini con Zilli in campo dal 1’ al posto dell’acciaccato Buttignaschi. In tribuna va pure Mastellotto ’91, ex Nazionale dilettanti, uomo caldeggiato da Tomei al suo arrivo. Nell’Union Quinto, che nelle tre precedenti visite al “Bottecchia” le ha puntualmente buscate: 1-0 Andreolla (’08-’09); 2-0 Sessolo, doppietta (’10-’11) e lo scorso anno altra vittoria per 2-1 fissata dai gol di Cattelan (Q) e dall’ 1-2 firmato da Rossi e Sessolo, mister “Ale” De Poli rinuncia al dinamismo sulla fascia destra del laterale basso Sartoretto per fare posto al più “appiccicoso” Scappin, tempestivo e diligente nelle sue proiezioni lungo l’out. In avanti, a interdire, c’è uno dei quattro ex, Righini, classe ’93. All’attacco il trainer rossoblù non rinuncia al tridente e si affida all’imprevedibilità di Conte, Furlan e Roman Del Prete, l’ex più atteso, essendo Manuel un pordenonese doc. La vigilia, presentata come esame di ferro dall’entourage della Marca, sul manto verde offre la visione di un’altra partita. L’Union Quinto con un palleggio rapido, intenso, fatto di passaggi brevi in spazi stretti, allunga le maglie di casa che nel ripartire manca dell’ispirazione del trequartista in grado di giocare palla a terra. I lanci di Carli e Zoglar si rivelano da subito suggerimenti inutili, palloni buttati oltre la mediana, nella “terra di nessuno” e nelle retrovie trevigiane Alesando Franchetto e capitan Stancanelli giganteggiano senza sudare…La partita è comandata dai ragazzi di mr. De Poli che nel primo quarto d’ora pressano ovunque e la retroguardia nero-verde ha il suo bel daffare per limitare le accelerazioni di Roman Del Prete (sulla sinistra) e i continui inserimenti da dietro di Scapin che ha licenza di mulinare le gambe e proporre il cross. Al 1’ l’Union Quinto va vicinissimo al gol con Furlan che sull’assist da fondo campo di Roman si alza con troppa sufficienza a incornare a fronte piena oltre la trasversale. L’approccio dei rossoblu con l’area di casa è stimolante, ma sul repentino ribaltamento dell’azione, sull’out sinistro rossoblù, Pezzato perde il confronto fisico contro Zilli, l’ala tocca al centro per Zoglar che dalla lunetta dei sedici metri spara il pallone una spanna sopra i legni di Marcato. Il pubblico del “Bottecchia” applaude e apprezza la prime schermaglie. Al 4’ l’Union Quinto si mangia il gol che potrebbe schiodare a “freddo” il punteggio. Dall’angolo il pallone spiove su Furlan stoppato al tiro, la traiettoria esce sul piede mancino di Conte che fronte alla porta spedisce al lato il rigore in movimento. Il Quinto, pratico e aggressivo sui portatori di palla locali, riesce a smorzare sul nascere l’azione dei nero-verdi che privilegiano affondare con palloni lunghi e prevedibili. Amodeo apparentemente statico non si accanisce nel dare la caccia al pallone che il solo Sessolo cerca di trattenere nella metà campo trevigiana con l’intento di far salire la squadra. Al 15’ si vede l’atteso Zoglar (una partita a corrente alterna e fuori ruolo), ma la conclusione da sotto in posizione defilata esce sul palo lungo di Marcato. Per una ventina di minuti il pressing trevigiano sovrasta la lenta e ripetitiva applicazione tecnico-tattica nero-verde. Al 41’ l’Union Quinto gira il ciack che cambia le dimensioni del punteggio. E’ una giocata sopraffina di Manuel Roman Del Prete a impreziosire la partita di fatica dell’ex: l’attaccante s’impossessa del cuoio all’altezza del calcio d’angolo, con un vellutato tocco a seguire sale lungo la linea del corner, in dribbling evita due avversari e all’altezza del palo, alla destra di Bacciosi, serve un pallone a uscire per Furlan, che di piatto sinistro incrocia il tiro sul secondo palo. L’Union va al riposo con il meritato vantaggio in tasca e dalla tribuna i tifosi fanno sentire i primi cori di contestazione e la loro insoddisfazione.

In avvio di ripresa ci si attende un Pordenone carico, intraprendente, orgoglioso, stuzzicato nel cercare il gol e la prima affermazione stagionale. La gara per quasi un quarto d’ora si adagia nell’anonimato e il Quinto con un ordinato e redditizio “mordi e fuggi” tiene in scacco i padroni di casa. Tomei dalla panchina si sbraccia invita la squadra a salire, ad accorciare le distanze dall’attacco, ma sui garretti dei nero-verdi manca lo spunto, la reattività nei primi metri. E’ troppo compassato il Pordenone per infierire…Solo al 14’ i nero-verdi vanno vicini al pareggio con una capocciata di Amodeo (corner di Pallara) che il centravanti in bella torsione (dov’era Ale Franchetto?) da una decina di metri manda a stamparsi sulla traversa. E’ il primo cross dell’intera partita scodellato in area per la testa e i centimetri di Amodeo. Nel frattempo Tomei avvicenda due uomini: dentro Max Rossi a dare peso all’urto frontale e il dinamico Del Soldato. Nel mezzo sull’arretramento tattico dell’ Union Quinto è proprio Del Soldato a velocizzare le giocate. L’avvicendamento pare una mossa azzeccata e la formazione di De Poli indietreggia, rifiata e concede la supremazia in fase di ispirazione ai Ramarri. Anche il caldo è un avversario da gestire e lo è soprattutto la difesa di casa che paga il dispendio di energie nel dettare la parte attiva del gioco e nel rintuzzare le folate ospiti. Sul settore destro Sordini ’92 non dà però sicurezza, il terzino mostra di patire qualche noia muscolare, ma tiene il campo. E’ l’anello debole che al 33’ Furlan punta di forza: nella volata gomito a gomito il centravanti rossoblu stacca il claudicante terzino, entra in area e di esterno destro con Bacciosi battuto, angola troppo il rasoterra che esce di un palmo sul palo lungo. Nel finale di gara i ragazzi di Alessandro De Poli legittimano la vittoria andando in rete con una capocciata di Vidotto (il migliore in campo con Ale Franchetto e Stancanelli) pescato in offside nello stacco sul secondo palo. Il Pordenone sfiduciato si spegne lentamente lasciando il pallino del gioco ai trevigiani. Prima del triplice fischio di Suaria (ottima e precisa la sua direzione), Amodeo regala un’ altro brivido con una girata volante che Marcato va a toccare in corner alla base del palo. Il tempo è scaduto il Pordenone dovrà riflettere sul prossimo futuro, facendo autocritica. Lo impone la classifica… 

Pordenone
-Union Quinto 0-1

Pordenone (4-4-2): Bacciosi**; Sordini**, Zamuner (28’ st Ridolfi), Chiarini, Medda; Carli (15’ st Rossi), Zilli***, Pallara*, Zoglar (15’ st Del Soldato); Amodeo, Sessolo.

A disposizione 12 Bortolin*, 13 Tocchetto****, 14 Juri***, 15 Marini***.

Allenatore: Ermanno Tomei

Union Quinto (4-3-3):Marcato, Scapin*, Pezzato**, Stancanelli, Alessandro Franchetto; Vidotto**, Righini***, Petris; Conte (26’ st Tonizzo), Furlan (41’ st Sartoretto), Roman Del Prete (22’ st Nicola Franchetto).

A disposizione: 12 Ferretton*, 15 Menegaldo**, 16Tonet***, 18 Morbioli*.

Allenatore Alessandro De Poli

Arbitro: Andrea Suaria sez. Aia di Milano

Assistenti: Zappella e Carrara sez. Aia di Bergamo

Reti: 41’ pt Furlan

Note. Pomeriggio soleggiato, temperatura di 28 gradi, terreno in buone condizioni, spettatori 350 circa con discreta affluenza trevigiana. Recupero: pt 1’ st 3’

(*) under a referto gara: *’91, **’92, ***’93, ****’94 

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  Scritto da Flavio Cipriani il 24/09/2011
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