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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI    

Tedino dà l'ok a Sacchi: sarà lui il prossimo ct dell'Italia Under 18

AZZANO DECIMO. Il protagonista è un pordenonese d’adozione. Un professionista serio. Uno che ha fatto la gavetta. E che come nelle migliori favole, ora raccoglie i frutti. Bruno Tedino (nella foto), 49 anni il prossimo 13 agosto, allenerà la nazionale italiana under 18. Ebbene sì: alla notizia manca solo l’ufficialità. Per il resto è tutto fatto: un anno di contratto, inizio lavori ad agosto, debutto a settembre in un torneo in Germania. Avrà anche la carica di vice dell’under 19. «E’ il punto più alto della mia carriera – riconosce Tedino –, non vedo l’ora di cominciare».

L’inizio. Il club Italia, la “società” che gestisce le selezioni giovanili. Lo stretto contatto con Arrigo Sacchi, il responsabile delle nazionali. Per Tedino tutto questo diventa realtà. Anni a sgrezzare giovani, raccolti in una calda giornata d’estate. «E’ un riconoscimento alla mia carriera – afferma il tecnico –: in 27 anni di lavoro, evidentemente, ho seminato qualcosa». Sì, tanti ragazzi fatti crescere: Parolo, Cacia, Reginaldo, Valiani, Barreto. Quest’ultimo a Treviso in Primavera. Ad allenare i “senior” c’era Maurizio Viscidi. L’attuale vice di Sacchi: «E’ stato lui a contattarmi – spiega Tedino -: mi ha chiamato, mi ha chiesto se mi interessava il progetto. Beh, m’interessava eccome...».

Retroscena. L’ex trainer del Sandonà/Jesolo, quindi, si è fiondato a Coverciano e via di colloqui. Mercoledì era a casa dell’Arrigo nazionale a Milano Marittima. E’ stato scelto, per la sua capacità di lavorare con i giovani, oltre che per la sua professionalità, certificata da quel patentino “Master Uefa Pro” (necessario per ricoprire la carica di ct), ottenuto nel 2008 col massimo dei voti, al pari soltanto – quell’anno – di mostri sacri come Ciro Ferrara e Billy Costacurta. «Un colloquio con Sacchi e Demetrio Albertini (“capo” del Club Italia, ndr) e ci siamo stretti la mano – racconta Tedino –. A proposito: tengo a ringraziare per l’opportunità che mi viene data, loro due e in particolare Viscidi, oltre, naturalmente, alla Federazione». Tedino è già dentro la sua nuova vita. A breve si comincia. «C’è un programma sino a maggio 2014 – spiega –, ci sarà un confronto al mese a Coverciano, con tutti i ct delle nazionali giovanili, i raduni, le partite Primavera da visionare ogni fine settimana».

Felicità. E il calcio locale? Lo abbandona. Eppure più di qualcuno aveva pensato a lui. Come il Pordenone. Già, proprio la sua ex squadra l’aveva contattato a inizio maggio. «E’ vero», si limita a dire Tedino. E anche la Sacilese? «Sì, a fine giugno, ma io a quel punto avevo già un impegno col Club Italia». E proprio per questo motivo ho rifiutato pure le offerte di alcuni club di Lega Pro, come Bassano e Viareggio. Perché c’era la nazionale. Quel tricolore che oggi campeggia sul cancello di casa sua, ad Azzano Decimo. «La mia famiglia mi ha sempre supportato e sopportato – dice –, si merita il mio grazie dal più profondo del cuore, così come i miei genitori e le mie sorelle». L’umiltà di non dimenticare le proprie origini, l’intelligenza di valorizzare il presente. Si può arrivare in alto grazie alla gavetta, con professionalità e sacrifici. La storia di Tedino il ct insegna anche questo.

Alberto Bertolotto (Messaggero Veneto, 19.07.2013)

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  Scritto da Redazione Venetogol il 21/07/2013
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