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Edizione provinciale di Padova


Seconda I: partenza-choc per il Carpanedo, "ma non molliamo"...

Nella foto: il Carpanedo 2012/2013 (dal sito ufficiale della società)

State attenti, noi non vogliamo mollare. Grande generosità e grinta da vendere per il Carpanedo, assieme all'Atheste, a detenere il record di squadra padovana ancora a secco di punti dopo le prime nove giornate di campionato dall’Eccellenza alla Seconda Categoria .

Una partenza-choc quella dei biancorossi, retrocessi in Terza al termine della scorsa stagione ma poi ripescati durante l’estate, che chiudono il girone I di Seconda con un micidiale -27 nel bilancio tra reti segnate (4) e subìte (31).

Eppure guai a mollare e tutti uniti per un solo obiettivo: muovere al più presto la classifica per ridare ossigeno ai sogni di salvezza. Senza tirare indietro un centimetro.

«Sicuramente non ci aspettavamo un inizio di campionato così difficile – ammette il capitano Alessandro Lenzo, 18 anni, che vive ad Albignasego e studia al «Leonardo Da Vinci» di Padova – In Coppa Veneto avevamo giocato le tre partite del girone eliminatorio in modo abbastanza discreto. Il fatto di trovarci ancora a 0 deve essere uno stimolo per tutti, significa che dobbiamo impegnarci di più e dare il massimo per iniziare a raccogliere punti».

Come si evince dall’età del capitano, il Carpanedo ha lanciato un progetto di grande coraggio: puntare tutto sui ragazzi del paese (che è una frazione di Albignasego) cresciuti nel settore giovanile. La stessa filosofia che nel padovano stanno adottando tante altre realtà (vedi Virtus Villafranca in Promozione e Conselve in Prima, tanto per citare un paio di esempi), nel duplice tentativo di abbassare i costi di gestione e valorizzare al meglio le risorse «coltivate» in casa.

«Di certo finora abbiamo trovato squadre più esperte di noi – prosegue il capitano biancorosso – Ma a pesare sui risultati ci sono anche delle nostre colpe, in alcuni casi abbiamo commesso errori che potevamo evitare. Per invertire la tendenza dovremo dare sempre il massimo in ogni gara».

A tenere unito il gruppo ci pensa il rito del giovedì sera.

«Ogni settimana dopo l’allenamento ci fermiamo sempre tutti a cena allo stadio. Rispetto magari ad altre società sentiamo molto di più l’attaccamento alla maglia, anche perché in tanti o vivono qui o sono cresciuti nel vivaio».

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  Scritto da ZZZ ZZZ il 07/11/2013
 

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