Campalto San Benedetto-Codevigo e quel minuto di silenzio negato...
E' accaduto ieri nella Terza categoria di Venezia

Capita ogni tanto che balzi alla cronaca qualche caso di “MINUTO di SILENZIO” negato. E’ successo anche ieri in Campalto San Benedetto/Us Codevigo, storia riportata sia sulla “Nuova di Venezia e Mestre” sia sulla pagina facebook dell’Us Codevigo, che vi invito a leggere per non allungare troppo l’articolo. Non voglio entrare in merito alla vicenda, perché quel che credo sia più utile sapere e che non mi pare di aver visto pubblicato in nessun Comunicato Ufficiale negli ultimi anni, sia LA PROCEDURA da seguire in caso di richiesta di questo minuto di silenzio, che forse potrebbe evitare incomprensioni e mal interpretazioni.
Quello che scatena spesso uno scoop di questo tipo è l’ignoranza. Ignoranza nel senso proprio del termine “ignorare”, senza offesa alcuna. E spiego il mio pensiero. Il fax o la mail di richiesta di poter osservare un minuto di raccoglimento va inviata alla Delegazione, Comitato, Lega di appartenenza. Nello specifico di questo caso (trattandosi di una Terza Categoria alla Delegazione di Venezia), con le motivazioni della richiesta. Arrivata questa comunicazione chi di competenza invierà l’accettazione della tale ad entrambi le Società in causa e alla sezione A.I.A., nel caso di risposta negativa, comunque risponderà alla richiedente, e fin qua, credo che non ci siano grandi dubbi.
Nel caso in cui QUESTA RISPOSTA NON ARRIVASSE (ed è questo il motivo che ha scatenato l’immobilità per un minuto di tutti i giocatori in campo, dopo il “minuto di silenzio” negato) la Società richiedente può rivolgersi sia al Consigliere Regionale della propria provincia per chiedere spiegazioni o ai numeri telefonici per le urgenze che trova nei Comunicati Ufficiali di competenza, di solito scritti in fondo agli stessi. Come anche l’arbitro può contattare credo in questi casi il suo referente, usando un po’ di buon senso, ed evitando di montare un caso che sarebbe stato molto semplice da risolvere, senza rischiare poi inevitabilmente che venga strumentalizzato. Questo si potrebbe fare anche in casi estremi, dove il lutto avvenisse in tempi tali da non poter inviare la richiesta, perché nessuno la vedrebbe (tipo se succede il sabato pomeriggio o la domenica mattina).
Sinceramente non mi sento in questo specifico caso di prendere posizione, tanto è vero che le segreterie della Società e della Delegazione di Venezia si son già chiarite. Il Presidente Ruzza secondo me è totalmente incolpevole tra l’altro, non ho capito perché sia stato tirato in causa e neanche perchè abbia rilasciato delle dichiarazioni, visto che il Comitato non è responsabile. C’è stata sicuramente una leggerezza da parte della Delegazione che non ha visto la mail (ma era indirizzata al Presidente e non al Segretario, io consiglio di inviare un fax o mail ad entrambi), ma anche una superficialità da parte della Società che non avendo ricevuto risposta non si è preoccupata di interessarsi con chi di dovere (ma magari non lo sapeva, o ha aspettato fino all’ultimo la risposta). Stessa cose vorrei dire per l’arbitro in questione, che, come già detto, poteva assumersi quanto meno l’onere di sentire il suo referente e chiedere delucidazioni in merito (ma anche a quest’ultimo chissà se gli è mai stato fatto presente).
Questa è, credo, la procedura che dovrebbe essere adottata, ma non c’è un REGOLAMENTO o una NORMA che disciplini, per cui può anche essere che venga smentita. Anzi, invito il Presidente Ruzza o chi per lui, in accordo magari con l’A.I.A. a chiarire in uno dei prossimi Comunicati Ufficiali, quale giusta prassi sarebbe opportuno seguire, io sono andata un po’ per logica, ma a scanso di qualsiasi equivoco, se venisse ufficializzata, sarebbe sicuramente una cosa molto utile a tutti.
Scritto da ZZZ ZZZ il 27/01/2014













