La rivelazione che non ti aspetti: il Rubano ora sogna
I biancorossi di Diego Sandon puntano alla vetta in Prima Categoria

Dall’inferno al purgatorio, sognando un paradiso che non è poi così distante. Stagione da montagne russe quella del Rubano di Diego Sandon, che nel bel mezzo di un’annata dai mille colpi di scena si ritrova al secondo posto solitario del girone E di Prima Categoria a soli tre punti dal Maerne capolista.
Quasi un miracolo alla luce di quanto accaduto appena una manciata di mesi fa: con l’amara retrocessione in Terza negli ultimi playout di Seconda e l’immediato ripescaggio in Prima con l’acquisizione del titolo sportivo della VigoLimenese, a sua volta salita in Promozione grazie alla fusione con il Vigodarzere.
A Rubano non si sono fatti trovare impreparati e la squadra ha subito infilato una bella striscia positiva, sulle ali dell’entusiasmo di un mercato estivo da mille e una notte. Arrampicandosi domenica dopo domenica sempre più in alto, sino all’attuale seconda piazza che sta facendo sognare i tifosi biancorossi.
«Ce la giocheremo fino in fondo – suona la carica il portiere Luca Frasson, 32 anni, uno dei leader dello spogliatoio – Stiamo vivendo questo momento con grande entusiasmo ma consapevoli che bisogna continuare ad affrontare una gara alla volta. Con una classifica così corta basta un attimo per perdere terreno e per restare lì in alto non bisogna mollare nemmeno un secondo».
L’ex estremo difensore di Torre e Virtus Villafranca, che vive a Campodoro e lavora come store manager di un punto vendita in centro a Padova, ha idee chiare sui valori in campo del girone.
«Per i primi posti ce la dovremo vedere con Maerne, Campetra e Borgoricco ma occhio alla Robeganese, una vera mina vagante per tutti. Da parte nostra dobbiamo ancora migliorare in alcuni meccanismi difensivi ma da settembre abbiamo già fatto passi da gigante».
A detta di chi vola tra i pali, il segreto di questo Rubano ha comunque un nome e un cognome.
«Il capitano Gaetano Gambino. Un vero bomber e un grande trascinatore, sia dentro che fuori dal campo».
Matteo Lunardi
Scritto da ZZZ ZZZ il 04/02/2014













