Primi bilanci. Conegliano: la parola all'allenatore Vanni Moscon
"Pur essendo molto giovane, la squadra si stava tirando fuori dalla zona calda. Nel girone di ritorno davanti non abbiamo avuto una vera punta d'esperienza, mentre in difesa le cose sono migliorate. Mi sento un po' la 'bestia nera' del Treviso"

In attesa di conoscere l’evoluzione dell’emergenza Coronavirus e le successive decisioni della Federazione sui verdetti dei campionati (la cui chiusura anticipata è molto probabile), proviamo a tracciare un bilancio per varie squadre. Questa volta è il turno del Conegliano 1907 - girone D di Promozione. Per l’occasione abbiamo sentito l’allenatore Vanni Moscon (in foto).
«Ci eravamo prefissati la salvezza, dunque stavamo rispettando le attese essendo fuori dalla griglia playout», osserva il mister, «A dicembre è andato via Cattelan (secondo posto nella classifica marcatori del girone D, ndr), di fatto abbiamo giocato le prime 7 gare di ritorno senza una vera punta d'esperienza, visto che il nostro giocatore con più reti è Mballoma, un centrocampista. All’andata subivamo diversi gol, poi con l’innesto di Giacomini le cose sono migliorate in difesa. Nel mercato invernale sono arrivati anche l’esperto D’Amico, poi Francesco Serafin dal Tamai e il giovane Moro ex Condor, mentre altri hanno lasciato Conegliano, come Montagner, Catel, Luca Serafin e appunto Cattelan. Nonostante una rosa con un’età media molto bassa, i ragazzi si stavano tirando fuori dalla zona caldissima. Parecchi tra loro non avevano esperienza in Promozione, ma finora hanno comunque disputato una stagione discreta: devo fargli un plauso».
«Abbiamo raccolto qualche punto in più in trasferta - prosegue Moscon - Pur creando molte occasioni tra le mura amiche, più volte non siamo riusciti a concretizzarle. Inoltre al “Soldan” è mancato quel pizzico di fortuna che magari c’è stato fuori casa, dove ci siamo sempre difesi bene tatticamente, attaccando alti e centrando buoni risultati. Spesso abbiamo messo in difficoltà le avversarie più forti come la capolista Opitergina - contro cui non meritavamo assolutamente di perdere a metà febbraio - o il Treviso, che abbiamo battuto sia all’andata che al ritorno: mi sento un po’ una “bestia nera” dei biancocelesti, era accaduto anche quando allenavo a Oderzo, e per certi versi mi dispiace, visto che sono un ex giocatore del Treviso. Contro le formazioni di bassa classifica, che magari giocano in modo diverso, talvolta invece abbiamo faticato a scardinare le loro difese, complice poi la mancanza di un attaccante esperto».
«Non credo che ora il campionato possa riprendere. Ricominciare in totale sicurezza è difficilissimo: basta che un giocatore risulti positivo, per fermare di nuovo la sua squadra e quella appena incontrata. Guardando il nostro girone, penso che l’Opitergina meriti sicuramente di essere promossa, alla luce dei 16 punti in più sulla diretta inseguitrice. In coda invece regna un grande equilibrio, sarebbe ingiusto che qualcuno retroceda: pure l’ultima classificata, con 8 giornate da disputare, potrebbe tirarsi fuori dai playout. Ho l’impressione che non ci sarà nessuna retrocessione, e che le seconde e terze potranno sperare di venire ripescate, anche se mi rendo conto che pure in zona playoff la classifica è corta. Posti per i ripescaggi ce ne saranno a causa delle mancate iscrizioni, che purtroppo si verificheranno a causa della crisi degli sponsor», conclude il tecnico.
Intanto nei giorni scorsi la società gialloblù, attraverso i propri canali ufficiali, ha voluto ricordare l'ex presidente Dario Dall'Anese, scomparso nell'aprile dell'anno scorso.
I numeri del Conegliano: 11° posto in Promozione D con 23 punti (10 in casa e 13 in trasferta), per effetto di 5 vittorie, 8 pareggi, 9 sconfitte, 25 gol fatti e 30 subiti. Nel girone di ritorno, un punto in meno rispetto all’analogo percorso dell’andata. Escluso l'ex Cattelan, i marcatori più prolifici sono Xhulio Mballoma (9 reti) e Yago Del Piero (3).
Scritto da Alberto Zamprogno il 14/04/2020













