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Edizione provinciale di Treviso


"Proselitismo" nei confronti di 55 giovani: squalifiche al Treviso

Tre mesi di stop per Enrico Maria Simeoni, Alessandro Marcon e Dario Dell'Armi, e tre mesi e 15 giorni di squalifica per Alessandro Zanato. A far scattare le indagini della Procura federale è stata la Condor. Mendicino: "Purtroppo c'è la cattiva abitudine di 'soffiarsi' i calciatori tra società"

Tre mesi di squalifica per Enrico Maria Simeoni, Alessandro Marcon e Dario Dell’Armi, e tre mesi e 15 giorni di squalifica per Alessandro Zanato. Secondo la Procura federale, che ha svolto le indagini, un anno fa hanno convinto 55 giovani calciatori della Condor a tesserarsi per il Treviso nella stagione successiva.

Nel comunicato della Procura federale (clicca qui per il testo completo) si legge che Alessandro Zanato, tesserato come allenatore per l’Inter all’epoca dei fatti, ha posto in essere - durante la stagione 2020/2021 - unitamente agli allenatori Enrico Maria Simeoni, Dario Dell’Armi e al dirigente Alessandro Marcon attività di proselitismo nei confronti di giovani calciatori tesserati per la Condor Sant'Angelo Treviso, al fine di convincere i calciatori appartenenti al settore maschile a tesserarsi per il Treviso Fbc 1993 nella stagione seguente, e riuscendo nel suo intento stante il tesseramento nel 2021/2022 di ben 55 giovani calciatori con il club biancoceleste, appartenenti nella precedente stagione alla Condor. Tutti e 4 hanno scelto il patteggiamento.

Inoltre Zanato - si legge nel comunicato Figc in questione - nella stagione 2020/2021, benché tesserato come allenatore delle squadre minori per l’Inter (società del tutto ignara dei fatti e del tutto estranea alle attività poste in essere con l’altra compagine), ha svolto la propria attività anche in favore del Treviso, esercitando di fatto attività per più di una società nella medesima stagione.

Dopo aver letto la sentenza, la Condor in serata ci ha inviato un comunicato stampa contenente le dichiarazioni di Adriano Mendicino, direttore generale dei rossoblù: "La notizia dei provvedimenti adottati nei confronti di queste persone che un tempo facevano parte della nostra società, ed oggi sono in capo al Treviso, se da un lato dà soddisfazione al criterio di giustizia che da sempre norma i rapporti tra società, dall’altro non ripristina e compensa solo in parte il danno subito, con un notevole depauperamento del nostro patrimonio di atleti che ci ha messo ovviamente in difficoltà".
"Sono venuti meno anche i fondamenti su cui da sempre la Condor puntella moralmente e socialmente i suoi rapporti con le famiglie e il territorio - prosegue Mendicino - Le squalifiche sono un atto dovuto, che non modifica – ma auguriamoci scoraggi – quella che è purtroppo la cattiva abitudine di “soffiarsi” i giocatori tra società, pratica più o meno denunciata".
«La cosa che più mi amareggia, è che queste attività fuori dalle regole siano state attuate da rappresentanti della società leader della provincia, che dovrebbe in quanto tale essere invece l’emblema della trasparenza e correttezza sportiva. Non solo: mi chiedo come possa coesistere il progetto “sociale” condiviso e sostenuto da molti importanti sponsor e dalla stessa amministrazione comunale di Treviso con comportamenti che con lo sport e i suoi valori nulla hanno a che spartire. Tanto più in ambito giovanile. Se si considera poi che tutto ciò non è servito e non serve a far raggiungere gli obiettivi agonistici promessi sul campo, il quadro appare ancora più desolante".

Così come abbiamo pubblicato il comunicato stampa inviato dalla Condor, siamo disponibili a pubblicare un eventuale comunicato del Treviso o eventuali dichiarazioni dei diretti interessati.

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  Scritto da Alberto Zamprogno il 18/06/2022
 

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