San Luigi-Treviso, trasferta vietata. La società: "Decisione grave"
Il divieto per la partita di Serie D in programma domenica a Trieste è esteso a tutti i residenti in Veneto. Il presidente Botter: "Ancora una volta si sceglie la strada più semplice: colpire tutti senza distinguere, scaricando su una comunità intera responsabilità che non le appartengono"
Vai alla galleriaNella foto: tifosi biancocelesti in trasferta ad Altavilla (ph. FotoStampa).
Il Treviso ha espresso ferma indignazione e profonda amarezza per la decisione di vietare la trasferta ai tifosi biancocelesti residenti in Veneto in occasione della gara di Trieste contro il San Luigi. "Si tratta dell’ennesimo provvedimento penalizzante nei confronti della nostra società in questo girone di ritorno del campionato di Serie D, una scelta incomprensibile che colpisce indiscriminatamente una tifoseria da sempre appassionata, civile e corretta, privandola del diritto di sostenere la squadra in un momento cruciale della stagione", si legge in una nota.
"È una decisione grave, che respingiamo con forza e che riteniamo profondamente ingiusta – dichiara il presidente del Treviso, Alessandro Botter – Ancora una volta si sceglie la strada più semplice: colpire tutti senza distinguere, scaricando su una comunità intera responsabilità che non le appartengono. I nostri tifosi hanno sempre dimostrato maturità, passione e senso di appartenenza, seguendo la squadra con entusiasmo ma anche con grande responsabilità. Vietare una trasferta sulla base di timori generici e preventivi significa mortificare chi vive il calcio con correttezza e sacrificio".
Il club ritiene inaccettabile che, invece di lavorare per garantire ordine e sicurezza attraverso strumenti adeguati, si ricorra sistematicamente a misure drastiche che finiscono per colpire solo i tifosi per bene. Una scelta che limita un diritto fondamentale degli appassionati: vivere lo sport come momento di aggregazione, passione e condivisione.
"Siamo i primi a pretendere che le partite si disputino in un clima sereno e sicuro – prosegue il presidente Botter – ma non possiamo accettare che la soluzione sia sempre quella di vietare, proibire e allontanare. Esistono strumenti, regole e modalità per gestire queste situazioni senza trasformare ogni criticità in un pretesto per penalizzare una tifoseria esemplare. Così si colpisce il cuore del calcio, si svuotano gli stadi e si tradisce il senso più autentico dello sport".
Il Treviso ribadisce la propria piena disponibilità a collaborare con le autorità competenti per individuare soluzioni concrete ed efficaci che garantiscano sicurezza e ordine pubblico, ma respinge con decisione provvedimenti indiscriminati che mortificano una piazza, una città e una tifoseria che meritano rispetto.
Comunicato Treviso FBC
Galleria fotografica
Scritto da Redazione Venetogol il 17/04/2026














