Plateolese: calcio ed educazione, Antonio Fugolo a ruota libera

“Che dire – sbotta amareggiato – tutto il settore giovanile era pronto per riaprire i battenti ma il clima impietoso ha stoppato tutto il grande circo del calcio dilettantistico”. E’ un Antonio Fugolo in forma smagliante, pronto a sguinzagliarsi in una disamina a tutto tondo sull’intero movimento giovanile della Plateolese. Il vicepresidente del sodalizio gialloverde nonché responsabile dell’intero settore giovanile lancia un’occhiata di sguincio che lascia trapelare un pizzico di impazienza. “Nonostante il clima – riprende – abbiamo continuato alacremente a lavorare ed ora finalmente i campionati sono ripresi a pieno regime”. Un sorriso malizioso gli si dipinge in volto. Cosa bolle in pentola in casa piazzolese? “La Società – riprende bofonchiando - sta organizzando il primo torneo notturno "Città di Piazzola" riservato alla categoria giovanissimi: si terrà a Piazzola tra maggio e giugno ed avremo l’onore di avere tra i partecipanti le squadre del Calcio Padova e, forse, anche il Vicenza e la Virtus Bassano”. Lancia un’occhiata torva giocherellando con il cellulare e tamburellando sui tasti. “Stiamo preparando anche la kermesse di giugno riservate ai Piccoli Amici e ai Pulcini 2003”. I suoi occhi guizzano da un lato all’altro scrutando la reazione dell’interlocutore. Accenna ad un sospiro prima di riallacciare il filo del discorso: “L'attività formativa, oltre a quella del campo, continua con gli incontri mensili dedicati ad allenatori, genitori e dirigenti su tematiche di grande attualità. Abbiamo già effettuato un primo incontro dove si è discusso circa il rapporto bambino-allenatore e a fine mese avremo il prossimo incontro dove si parlerà di alimentazione dell'adolescente legata alla pratica sportiva. A fine gennaio, infine, è arrivato al capolinea il progetto Calcio-Scuola dove alcuni nostri tecnici sono intervenuti in collaborazione con i docenti scolastici per promuovere lo sport in generale ai bambini delle seconde e terze classi”. Un sorriso languido gli si stampa in volto mentre allarga le braccia: “E' stata un'ottima esperienza che ci riproponiamo di ripetere il prossimo anno. Attualmente sono in corso di definizione anche le giornate sulla sicurezza stradale promosse dalla Plateolese in collaborazione con la Motorizzazione Civile, riservate ai ragazzi/e prossimi all'uso del motorino, che già avevano avuto un buon successo lo scorso anno”.
Rimugina per un istante un quesito con gli occhi socchiusi. “A questo punto qualcuno si chiederà perché facciamo tutto ciò, perché mettiamo a disposizione tante risorse con attività a volte non propriamente da campo sportivo”. Fa una pausa abbastanza lunga per assicurarsi che la puntualizzazione sia andata a segno quindi riprende lasciando le parole sospese nell’aria prima di scoccare un lieve sorriso. “Beh, possiamo affermare che in primo luogo crediamo in ciò che facciamo: crediamo anche che oltre a mettere a disposizione un tecnico ed un campo sportivo – continua mentre il volto s’incupisce stringendosi nelle spalle - i ragazzi debbano essere educati anche al vivere civile, alla socializzazione e non solo all'agonismo che sicuramente vivono durante le partite”.
Un sorriso compiaciuto gli si allarga sul viso come una ragnatela e si lascia andare ad un risolino prima di annuire sollevato e riprendere tutto d’un fiato: “Siamo convinti che creare un tessuto sociale serio e preparato sia il miglior viatico perchè i nostri giovani imparino a vivere lo sport come tale senza gli eccessi che spesso vediamo ancora sugli spalti degli stadi alla domenica.”. Una pausa giusto per rifiatare mentre le labbra serrate disegnano una linea severa sul viso e la fronte corrucciata ne accentua i lineamenti, “Siamo convinti – riprende con un sibilo di voce - che oltre allo stretto necessario per praticare il calcio sia importantissimo dare ai ragazzi un supporto valido per imparare a districarsi meglio nella vita, senza volere, naturalmente, per questo sostituirci ai genitori che rimangono i primi ed indiscutibili maestri di vita”. Un attimo di pausa prima di riannodare i fili del discorso articolando con maggior linearità: “Quel che vogliamo è rendere sempre più collaborativo e meno critico il rapporto con i genitori: per noi il genitore deve essere il primo alleato della nostra attività. Di sicuro non rinunciamo alle critiche di un padre ma pretendiamo che siano costruttive e non solo legate alla difesa strenua e parziale del proprio figliolo”.
L’espressione fin qui ermetica viene incrinata da un sorriso bonario: “Noi ci proviamo, e ci proviamo volentieri perché siamo ricchi di entusiasmo. Speriamo solo – conclude accigliandosi per un istante - che ci vengano perdonati gli inevitabili errori che anche noi, come tutti i mortali, purtroppo ogni tanto commettiamo”.
Davide Dalan
Scritto da Redazione Venetogol il 21/02/2012

