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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI AMATORI    

Edizione provinciale di San Dona'


Playoff Veneto B. Un urlo al Tenni di pochi intimi: hurrà Sandonà...

Pochi i tifosi al seguito della formazione di Stefano Andretta che vola agli spareggi

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Treviso-Sandonà 0-1

Treviso (4-4-1-2): Schincariol*, Sangui***,  Furlan, Giovannini, Bellotto; Granati** Biondo (36’ st Furlanetto), Casella; Mastellotto; Cattelan, Moretto.

In panchina: 12Gottardi**, 13 Done, 14 Prosdocimi*, 15 Di Salvo***, 16 Antonioli, 17 Moretti, 18 Furlanetto

Allenatore: Claudio Ottoni

Sandonà (4-4-2): D’Este**; D’ Amico (36' st Vivian**) Ton, De March, Yarboye (27’st Zamuner); Di Prisco, Costantini*** (38’ st Traine***), Carbonetti*, Nicoletti; De Freitas, Pedrozo Silva

In panchina: 12: Saltarel, 14 Mone**, 17 Soares Silva, 18 Zuccon

Arbitro: Marco Emmanuele  sez. aia di Pisa

Assistente n° 1: Stefano  Franco sez. di Padova

Assistente n° 2: Matteo Paggiola sez. di Legnago

Reti: 28’ st De Freitas su calcio di rigore

Note. Pomeriggio soleggiato, temperatura di 22 gradi, terreno in ottime condizioni, spettatori 1600 circa.

Ammoniti: Carbonetti, Mastellotto, Costantini, Bellotto

Recupero: pt 1’ st 6’

(***) under della finale playoff Veneto B: *’95, **’96, ***’97, ****’98

Treviso. Lezione di mestiere… La maestria nel palleggio del Sandonà detta la superiorità tecnico tattica dei ragazzi di Stefano Andretta che si guadagnano con una prestazione di carattere e tenacia la fase nazionale, gli spareggi, e il primo avversario allo “Zanutto” sarà il team della Liguria di Levante, il Magra Azzurri Sarzana due anni fa eliminato dalla corsa verso la serie D dall’NK Kras Repen. E' la gara che monopolizza la 2^ domenica di Maggio e il Tenni si veste a festa con oltre 1500 presenze. La sfida finale ha nel Treviso l’undici “favorito” come l’ha più volte ribadito in settimana il trevigiano di sponda sandonatese Stefano Andretta. Ma sotto-sotto il mister di Castello Roganzuolo alla D ci credeva e ci crede. La sua "sicurezza" era poter avere in campo in condizione ottimale Yarboye e soprattutto un tonico tanden del calibro di De Freitas e Pedrozo. Ma chi la partita l’ha vissuta e giocata da protagonista e con un innegabile sacrificio tattico e fisico, è l’estrema Costantini, il migliore dei suoi. Il Sandonà prima della finale non gode di una sorte favorevole contro il Treviso: nessun gol, un pareggio per 0-0 e la sconfitta allo “Zanutto”, 1-0. Il Treviso però ha il suo punto debole: nelle cinque vittorie della sua striscia positiva che ha chiuso la stagione ha puntualmente subito il gol. E basta un gol per vincere la partita…L’undici di mr. Andretta questo lo sa. Il Sandonà fuori casa è un osso duro da addentare la l’undici del Piave si presenta al pubblico trevigiano forte di otto successi e tre pareggi, una serie positiva che dura dal 16 ottobre quando subì l’ultimo knock-down a Feltre, dalla Cenerentola del girone B. Il Tenni è una bellissima fotografia e chi ne trae vantaggio sono i “carioca” di mr. Andretta che davanti a tanto pubblico si esaltano, ma a volte esagerano…E’ la formazione di mr. Andretta a smuovere la acquee e lo fa all’11’ con una girata di mezzo volo finalizzata centralmente Di Prisco che Schincariol blocca con facilità. Sussulto di Marca al 14’: Casella defilato a sinistra fa partire un millimetrico traversone per la testa di “Ale” Cattelan, lo stacco è puntuale, l’incornata è secca, indirizzata a rimbalzo sul terreno di gioco, ma è reattivo l’intervento di D’Este che si piega sulle ginocchia e ribatte con il sostegno di un compagno che spazza l’area di porta. Sono due fiammate isolate perché il Sandonà non dà motivo di voler forzare il ritmo del match e il Treviso che ingrana la marcia quando l’estro e l’inventiva di Casella scandiscono l’avanzata. Il “torello” articolato dalla formazione di Andretta nel rilanciare l’azione con un giro palla irritante, non dà riferimenti al pressing biancocelesti. C’è un gran dispendio fisico nei ragazzi di Ottoni che col passare dei minuti dilatano le maglie e le distanze nel coprire i varchi che si aprono in prossimità del’area di rigore. In questa fascia di campo il Sandonà palleggia di fino, fa rifiatare la difesa e conquista una mezza dozzina di calci piazzati che non sono l’ideale ingrediente per rendere piccante la contesa. Pedroso che si danna l’anima sente troppo la sfida e anche qualche pallone da giocare semplice diventa rovente. Al 40’ il “Tenni” trattiene il fiato sull’apertura filtrante che trova spazio sulla destra. L’invito è per Pedrozo, l’estrema avanza, punta lo specchio della porta, calcia forte mirando il secondo palo dove  Schincariol non c’è e nemmeno Di Prisco riesce a dare il tocco decisivo sul ritorno di Bellotto.

Nel secondo tempo è il Treviso a mettersi in luce nei primi minuti. Il palleggio dei ragazzi di Ottoni è più fluido, meno affannoso e ai biancocelesti riesce l’avanzata che schiaccia la linea di sbarramento ospite fino ai sedici metri. Ma il Sandonà che punta tutto sul risoluto bomber del girone Pedrozo Silva (16 gol) non è ripagato fino al primo quarto di gioco della ripresa dalle conclusioni  (5) del brasiliano che rispetto alle precedenti esibizioni mostra una gamba fiacca e una mira approssimativa. Lo è anche al 7’ quando la zolla del “Tenni” è quella ideale ai diciotto metri dai pali di Schincariol. Pedrozo posiziona il cuoio con estrema cura, la rincorsa slow-motion punta a ingannare nei tempi l’intervento del portiere, ma il tiro radente picchia sulla barriera e rotola fondo campo. E il Treviso che quasi rinuncia a voler fare il pieno a poco a poco si sfilaccia e l’inerzia svanisce sull’erroraccio di Cattelan. Al 24’ l’ “Omobono Tenni” lo manda a quel paese: sul corner scodellato nei sedici metri da Biondo, la palla respinta dal grappolo di uomini è preda di Cattelan che dal dischetto del rigore spedisce il pallone nel Sile tra l’imprecazione della “torcida” biancoceleste (encomiabile per il tifo e il sostegno ai biancocelesti) che disapprova la conclusione del capitano. Gol sbagliato, gol subito, passa 1’: l’azione che decreta il calcio di rigore è un balletto sandonatese tra i statuari difensori biancocelesti: Costantini per ben tre volte detta il triangolo con De Freitas che l’ala chiude in velocità e affonda in area di porta dove l’aggancio è di Giovannini è fatale. Il pisano Marco Emmanuele che segue come un’ombra l’evolversi della trama di gioco è lì e indica con decisione il punto del dischetto. Undici metri una distanza che potrebbe offuscare la luce al tiro di Augusto De Freitas che sceglie la potenza alla precisione e il pallone sfonda la rete protetta da Schincariol.  E’ un vantaggio che vale oro e il Sandonà fino all’ultimo lo difende con i denti anche in mischia e un paio nei 6’ del recupero avrebbero consentito al Treviso di rimediare il supplementare. Tutto vano perché il Sandonà oggi ha fatto vedere omogeneità e un pizzico di gioco corale che al Treviso manca…

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  Scritto da Flavio Cipriani il 08/05/2016
 

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