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Edizione provinciale di Vicenza


Eccellenza. Manlio Giarraffa è il nuovo allenatore dello Schio

"Voglio giocatori tifosi della maglia che indossano"

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Il Calcio Schio ha un nuovo allenatore. A guidare la prima squadra per la stagione 21-22 sarà il tecnico Manlio Giarraffa, palermitano d’origine, ma scledense d’adozione. L’obiettivo? Rinforzare il senso di appartenenza a questi colori e alla città di Schio.

Ennio Dalla Fina, direttore sportivo. «Insieme al presidente abbiamo valutato alcuni aspetti. In primis quello dello spirito di appartenenza. Siamo molto attenti alle persone che vivono il Calcio Schio con passione e disponibilità. Nei vari colloqui avuti con il mister, ho riconosciuto in lui una grande cultura calcistica. Ha fatto varie esperienze giovanili e si confronta con una categoria importante. È un ragazzo che ha dimostrato molta capacità ed intelligenza, ma soprattutto grande passione rivolta al Calcio Schio. Con lui abbiamo un progetto che mi auguro possa durare nel tempo. L’obiettivo nostro è quello di creare uno staff in collaborazione con l’allenatore della prima squadra molto attento anche al settore giovanile. Per questo vogliamo fin dall’accoglienza, quindi dai più piccoli, dare un segnale ben preciso. A Schio devono esserci persone con cultura e capacità umana. Qualità che ho riscoperto in chi collabora con me. E vogliamo dare continuità.
Manlio ha dimostrato subito di sposare questo tipo di progetto: non poteva essere che lui il nuovo allenatore. Mi auguro che possa portare questa città nella categoria che merita. Come abbiamo detto più volte lo faremo a piccoli step. Schio non vuole tutto subito e non vuole nemmeno sperperare i denari delle persone che ci aiutano a portare avanti questo progetto. Siamo molto attenti nello spendere in maniera oculata i contributi che ci arrivano dagli imprenditori della zona.
I sogni si realizzano con buona volontà e voglia di realizzarli. Abbiamo tanti progetti in testa e vogliamo dare l’opportunità ai ragazzi di avere una società seria con principi e valori fuori dalla porta di casa. Tutti devono avere la possibilità di giocare a calcio e divertirsi. Ed è per questo che bisogna collaborare. Nei prossimi giorni avrò un incontro con tutte le società della zona perché si possa fare una collaborazione fattiva. Il nostro non è un punto di partenza, né un punto d’arrivo. Vogliamo mantenere il brand e raggiungere le categorie che la città di Schio merita».

Le prime parole del tecnico giallorosso

Nuova stagione, nuova squadra, nuovo club, nuova categoria. Partiamo da qui. Sensazioni ed emozioni del nuovo mister del Calcio Schio.
«È una bella esperienza già viverla ancora prima di iniziare. Già essere qui, nello stadio della mia città, ed essere l’allenatore di questa società ha una doppia responsabilità per me. La prima è da allenatore e la seconda è sicuramente da tifoso. È la mia città e ci tengo. La gente deve saperlo e anche i giocatori devono percepirlo: non sei solo un giocatore, non sei solo un dipendente, ma devi essere un giocatore-tifoso. Quando vai in campo devi voler vincere a tutti i costi perché sei tifoso della maglia che stai indossando. Hai delle responsabilità anche nei confronti delle persone che vengono a vedere le partite. L’Eccellenza è la vecchia Serie D: da quando hanno abolito la C2 possiamo dirlo. Schio l’ultima volta è stato in D nel ’98 e io me lo ricordo perché da piccolo venivo a vedere le partite».

Mister giovanissimo, classe 1989. Che squadra cerchi?
«Per me è importante la disciplina. Non fa la differenza la fascia di capitano o il fatto che sei capocannoniere. Non mi interessa dove un giocatore ha giocato in passato: siamo tutti uguali. Dobbiamo guardare all’oggi: oggi siamo giocatori dello Schio in Eccellenza. Poco importa quello che eri o cosa hai fatto in passato. Disciplina, buon senso e rispetto devono essere il pane quotidiano per il gruppo. Tutti amici, ma bisogna anche dimostrarlo. Conta vincere e farlo come piace a me. E questo lo vedremo dopo».

Ripercorriamo la tua storia. Nato a Palermo, fino ai 6 anni hai vissuto nella tua città natia e poi ti sei trasferito con la famiglia a Schio.
«Schio ha dato il lavoro ai miei genitori. I miei hanno lasciato il paese d’origine perché in quel periodo, anni Novanta, non era un bel vivere per le situazioni che conosciamo. Per dare un futuro migliore a me e ai miei fratelli, siamo tre maschi, hanno deciso che era arrivato il tempo di cambiare e venire qui.
Schio mi ha dato la possibilità di capire il lavoro che voglio fare. Per questo a vent’anni ho smesso di giocare e ho detto vediamo se da allenatore sono in grado di fare ciò che cerco da giocatore. A 21 ho cominciato ad allenare. Nel 2022 saranno 10 anni. Ho fatto Terza categoria, i piccoli a Vicenza, Pulcini, Esordienti, Giovanissimi a Camisano. Poi un’esperienza come match analyst alla Triestina in Serie D. Ringrazio Paolo Doardo per l’opportunità e Roberto Bordin. Poi Juniores, Allievi. Sono stato all’estero: bellissime esperienze in Oman e in Cina. Ho avuto la fortuna di lavorare e vivere 24 ore su 24 con persone che hanno giocato in Champions e in Nazionale e ho imparato tantissime cose. Poi l’esperienza a Malo e lo scorso anno a Zanè in prima squadra. Peccato per il Covid e lo stop.
Ora il doppio salto. Me la sento, non ho paura. Darò il massimo e i giocatori lo capiranno. Devo ringraziare il Ds Ennio Dalla Fina che è la conferma che c’è qualcuno che riesce a vedere oltre il proprio naso. È raro. Dovrò essere poi io a dare la conferma che aveva visto giusto».

Ora “Tra le mani un sogno”, la canzone dei LOST scritta per lo Schio, è la tua canzone e quella della squadra che scenderà in campo nella stagione 21-22. Qual è il tuo sogno?
«È chiaro che il sogno di tutti è arrivare in Serie A. Il mio sogno dei sogni è allenare la Nazionale: vincere un Mondiale è più bello di vincere una Champions League per me. Posso dire che sono ambizioso quanto lo è la società. Schio non vuole fare il salto più lungo della gamba. Le soddisfazioni le vuole conquistare e costruire ed è una bella cosa. Il calcio ha delle variabili infinite, ma vorrei essere qui anche l’anno prossimo. L’ambizione è fare bene quest’anno e avere la squadra all’altezza. Giochiamo per vincere».

Mercato

"La società Calcio Schio ringrazia i giocatori Alberto Bevilacqua, Umberto Lovato ed Enoch Gyimah per aver indossato con rispetto, professionalità ed amicizia la storica maglia giallorossa.
Siete arrivati in un periodo difficile, segnato dalla pandemia da Covid-19, entrando in una nuova squadra. Da subito avete messo il gruppo al primo posto scendendo in campo con impegno e dedizione.
Grazie di cuore da tutti noi per aver onorato i nostri colori!
Ora siete rientrati al Virtus Cornedo e vi auguriamo il meglio per il vostro futuro!
Ci vediamo in campo e speriamo di ritrovarci un giorno di nuovo con gli stessi colori!".

Ufficio stampa Schio

Galleria fotografica
  • Ds e mister
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  Scritto da Redazione Venetogol il 24/06/2021
 

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